
Domenico Zuchetti torna alla carica dopo che il Tribunale federale ha respinto il suo ricorso contro le modalità di informazione in merito alla votazione federale sul raddoppio del San Gottardo, approvato dal popolo lo scorso 28 febbraio. Questa volta Zucchetti si oppone alla votazione del San Gottardo, asserendo che ci sono stati importanti occultamenti da parte delle autorità federali.
"Nel mese di febbraio" spiega Zucchetti, "è emerso che il Consiglio federale occultava informazioni importanti, traendo in inganno il popolo ticinese. Le analisi successive al voto hanno evidenziato che l’occultamento delle informazioni ha avuto un ruolo importante nella formazione delle opinioni".
A tre giorni dalla pubblicazione dei risultati della votazione sul Foglio ufficiale (14 marzo), Zucchetti ha quindi avviato una nuova procedura di ricorso contro la votazione del Gottardo.
"Ho chiesto che l'USTRA presenti tutta l'informazione al riguardo e ho chiestto l'annullamento del voto, nel caso si confermasse l'importanza dell'occultamento" precisa Zucchetti.
Il ricorso è stato presentato al Consiglio di Stato, che è anche "il difensore della Costituzione ticinese". Nel suo primo ricorso, infatti, Zucchetti lamentava il fatto che una parte importante della documentazione relativa all'oggetto di voto era disponibile solo in tedesco. "Ho perciò attirato l’attenzione sul fatto che il tedesco è stato promosso a lingua ufficiale del Cantone Ticino, che si è reso impossibile alla gran parte della popolazione ticinese d’informarsi correttamente e che si è creato un precedente che renderà più difficile per i Ticinesi e i Romandi trovare un posto di lavoro e fare carriera nell’Amministrazione federale".
"Ho quindi chiesto" conclude Zucchetti, "al Consiglio di Stato di prendere posizione al riguardo, in modo che le sue osservazioni servano da indicazione per il ricorso che probabilmente seguirà al Tribunale federale".
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