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Ticino
Zone umide, ecosistemi fragili e fondamentali
Redazione
3 anni fa
Dagli anni '90 a oggi, il 65% di questi ecosistemi sono stati cancellati dall’attività umana. Oggi ricorre la giornata internazionale pensata per sensibilizzare sul tema.

Un tempo erano considerate aree malsane e venivano bonificate. Oggi sono ecosistemi protetti per la loro importanza per la vita e la biodiversità. Stiamo parlando delle “zone umide”: paludi, torbiere, stagni e biotopi, di cui oggi ricorre la giornata internazionale, pensata per sensibilizzare e proteggere ecosistemi fragili e fondamentali. “La zona umida è il punto di incontro dell’acqua con la terra ferma e crea un insieme di transizione dal più acquatico al più umido”, spiega ai nostri microfoni Nicola Patocchi di Pro Natura, raggiunto da Ticinonews alle Bolle di Magadino. “Ha una funzione importante, perché assorbe e produce molto materiale vegetale e stocca, ad esempio, la CO2. In estate certe paludi hanno una produttività che equivale a quelle di una foresta tropicale, al metro quadro”.

Ciò che rimane oggi è una solo una piccola percentuale 

Parliamo di ecosistemi fondamentali per la biodiversità. Basti pensare che in tutto il mondo si stima che circa il 7% delle terre emerse sono zone umide. E in questo 7% si trova il 40% della biodiversità globale. Eppure, dagli anni '90 a oggi, il 65% delle zone umide sono state cancellate dall’attività umana. “Questi habitat si trovano in aree molto contese, vicino all’acqua, e la loro distruzione è un problema a livello mondiale. Anche in Svizzera le aree che rimangono, come le Bolle di Magadino, sono solo una piccola percentuale rispetto a ciò che c’era prima”, rimarca Patocchi.

Una convenzione per la tutela di questi luoghi

A livello di tutela, nel 1974 il Consiglio federale ha sottoscritto un’importante Convenzione internazionale, la Convenzione di Ramsar. “I Paesi che l’anno sottoscritta si sono messi d’accordo per tutelare le loro zone umide più importanti”. Oggi in Svizzera ci sono undici siti definiti Ramsar, tra cui le Bolle, unico in Ticino. Undici siti “che corrispondono allo 0,35% del territorio nazionale. Ci si rende conto che sono davvero una piccola porzione ma, per fortuna, almeno questa riusciamo a tutelarla”, termina Patocchi.

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