
Ieri a Morcote abbiamo assistito al rilascio di 80mila zanzare tigri nel territorio. Prima di mettere agitazione a qualcuno ci teniamo a chiarire fin da subito che si tratta di maschi sterili, la cui diffusione è una strategia di contenimento di questo insetto. Con il collaboratore scientifico dell’Istituto di microbiologia della SUPSI Diego Parrondo Monton abbiamo infatti preso parte a una tecnica che viene sperimentata da due anni contro l’espansione delle zanzare tigre, quella del rilascio di maschi sterili.
Dalla sterilizzazione al rilascio
“Si tratta di allevare grandi quantità di questi insetti”, ci spiega Parrondo Monton. “Nel caso delle zanzare noi prendiamo solo i maschi – che non pungono – i quali vengono poi irradiati per pochi minuti, diventando sterili”. Una volta effettuato questo processo i maschi vengono liberati e dopo aver preso il volo, andranno subito a cercare le femmine in un determinato territorio, “che noi stiamo monitorando”. Una volta accoppiati, anche la femmina diventerà sterile. “Portando avanti questo metodo le colonie di zanzare o si stabilizzano o andranno via via diminuendo. Nel nostro caso, è stata riscontrata una diminuzione del 60% delle femmine rispetto a luoghi dove questa tecnica non viene applicata”.
Risultati promettenti
I risultati sono promettenti e si spera di poterla usare in futuro in un modo più estensivo. “La sfida è riuscire a creare dei maschi che siano anche forti, quindi che sopravvivano a lungo in questi luoghi. Stiamo inoltre lavorando per istituire una biofabbrica a livello nazionale per creare maschi migliori e a un minor prezzo”. L’istituto, e più nello specifico il settore Ecologia dei vettori, si occupa anche di mappare la presenza in Ticino delle zanzare. Ne abbiamo parlato con la ricercatrice senior, Eleonora Flacio. “Quest’anno la stagione della zanzara tigre è iniziata in ritardo rispetto agli anni passati. Questo perché faceva troppo freddo, ma ora abbiamo raggiunto i livelli precedenti”. Negli ultimi giorni, però, c’è chi ha notato un piccolo aumento di zanzare e punture. Plausibile? “Sì, dobbiamo pensare che prima era troppo caldo anche per questo insetto. Quindi le sue attività di puntura erano limitate a poche ore serali, mentre ora che è più fresco si è riattivata”.
Non solo questione di punture, ma di trasmissione malattie
A Morcote – come detto – ieri Diego ha rilasciato circa 80'000 zanzare. Una delle tante operazioni volte a fermare l’aumento delle popolazioni, e non solo per i fastidi che causano le punture. “Il motivo per cui ci stiamo occupando della zanzara tigre non va ricondotto unicamente al fastidio che provocano le sue punture. Questo insetto è infatti un vettore generalista di malattie tropicali e subtropicali. Avere zanzare tigri sul nostro territorio a stretto contatto con l’uomo – che potrebbe portare a sua volta importare malattie nel nostro Paese rientrando da un viaggio tropicale – comporta quindi un rischio reale di trasmissione locale della malattia. Motivo per cui meno zanzare ci sono e più è facile per noi intervenire e impedire epidemie in Ticino”, ci spiega sempre Flacio.
"I privati non effettuino adulticidi"
Non appena viene segnalato un caso, ad esempio di Dengue, la ricercatrice e i colleghi sono sempre pronti ad entrare in azione. Una strategia che finora ha sempre dato i suoi frutti. “Con l’Ufficio del medico cantonale valutiamo se sia il caso o meno di trattare. Se effettivamente è necessario, allora bisogna stabilire quali luoghi ha frequentato la persona affetta da Dengue e dove potrebbe essere stato punto da una zanzara tigre. Poi, nel raggio di 100m, trattiamo tutto quello che c’è da trattare: rimuoviamo e trattiamo i focolai, e solo in questo caso procediamo con un trattamento adulticida, uccidendo le zanzare che potenzialmente possono contenere la malattia”. Trattamento adulticida che viene usato in questi casi estremi ma che è assolutamente sconsigliato alla popolazione. “I consigli sono sempre i medesimi: levare loro l’acqua togliendo loro la possibilità di deporre le uova, e dove non è possibile trattare con prodotti specifici. Effettuare degli adulticidi da privati cittadini è assolutamente sconsigliato, in quanto le zanzare si possono selezionare e quando noi dobbiamo intervenire per uccidere quelle potenzialmente infette non possiamo più farlo, quindi la malattia rischia di diffondersi”, ha concluso Flacio.

