
La zanzara tigre è sempre più prolifica e il Cantone da solo non potrà continuare a garantirne il contenimento come fatto finora. Il numero di esemplari in Ticino è contenuto, grazie anche all'opera di un gruppo di lavoro formato da esperti biologi, veterinari, medici ed esponenti di Comuni ed enti interessati, coordinati dal Cantone. Ma non basta più, anche perché dall’Italia arrivano forti pressioni. Lì, infatti, la zanzara tigre è molto diffusa. “Serve coinvolgere maggiormente i Comuni, per controlli ed interventi mirati”, spiega Stefano Radczuweit, capo dell’Ufficio di sanità, che stamane ha presentato a Bellinzona il lavoro del Gruppo di Lavoro Zanzare, che dal 2000 monitora e controlla l'espansione di questo insetto. “Stiamo formando i comuni per fare questo lavoro", spiega ancora Radczuweit. Ma è importante anche l’aiuto dei cittadini, i quali possono fare molto. Soprattutto evitando di creare zone in cui la zanzara può proliferare, come i ristagni d’acqua (sottovasi, piante acquatiche, catini, buche nel cemento). Ma anche, segnalandone la presenza alle autorità. “La zanzara è riconoscibile perché è nettamente bianca e nera, punge di giorno e la puntura può essere particolarmente dolorosa - spiega Eleonora Flacio, biologa -. Se la si vede, la si può segnalare al numero 091 935 00 47. Se si hanno dubbi, se ne può inviare un esemplare, non troppo spiaccicato, dentro una bustina di plastica al laboratorio del Gruppo di Lavoro Zanzare (ndr: Via Castello, 6952 Canobbio) per accertamenti”.
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