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Sanità
Zanini: "Preoccupato per l'eventuale mancanza di antibiotici"
© Putzu / Zocchetti
© Putzu / Zocchetti
Redazione
4 anni fa
Dagli ospedali agli studi medici, grandi e piccoli. Tutti quanti sono toccati dalla penuria di approvvigionamento di farmaci, ma a preoccupare maggiormente il farmacista cantonale è quella degli antibiotici, che potrebbe portare a problemi seri.

La scarsità di farmaci ha portato ieri all’istituzione di una task force da parte del Consiglio federale, che intende trovare soluzioni nel breve termine per far fronte alla penuria che sta causando non poche preoccupazioni in Svizzera. Una mancanza, quella nell’approvvigionamento, dovuta alla pandemia e ai relativi rigidi confinamenti in Cina, percepita non solo a livello ospedaliero, ma anche ambulatoriale. Ticinonews ne ha parlato con il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini, il quale si è soffermato anche sui comportamenti durante l’acquisto nelle farmacie.

“Non siamo ancora in una situazione di crisi”

“È un momento oggettivamente difficile”, conferma Zanini, spiegando che i problemi di approvvigionamento acuti si stanno verificando già da qualche settimana, “in una situazione strutturalmente negativa già da diversi anni e che tende a peggiorare”. Un problema importante, “ma non siamo ancora in una situazione di crisi". Zanini ha comunque voluto fare un appello a tutti i ticinesi: “Andate a comperare i farmaci di cui avete realmente bisogno. Non comprateli solo per fare scorta perché la situazione è comunque regolarmente mutevole”. In altre parole, i prodotti prima o poi arrivano nelle farmacie, ma “più lasciamo i farmaci a chi ne ha davvero bisogno, meno dovremo fare i conti con situazioni critiche”. Oggi siamo in un periodo in cui si rischia di non trovare un farmaco che viene normalmente acquistato, “bisogna quindi essere disposti ad accettare qualcos’altro, come il medesimo farmaco di un’altra ditta o i generici”. Tuttavia, non tutti i consumatori sono disposti a un cambiamento, a volte perché il prodotto sostitutivo è leggermente diverso, “manca quindi l’abitudine ad accettare il fatto che non abbiamo più tutto a disposizione”.

A preoccupare maggiormente c’è la penuria di antibiotici

Dagli ospedali agli studi medici, grandi e piccoli. Tutti quanti sono toccati dalla penuria di approvvigionamento di farmaci, ma quanti, e quali, sono già spariti dai radar? “Credo che il numero di farmaci che mancano ora in Svizzera sia il più alto da sempre. Non l’avevamo raggiunto nemmeno a marzo 2020, quando era appena iniziata la pandemia”. Per Zanini è però necessario fare un distinguo: da un lato ci sono dei farmaci per malanni di stagione, “in particolare sciroppi per bambini, quindi forme pediatriche che normalmente vendono poco e, di conseguenza, non ci sono mai scorte importanti”. Prodotti la cui penuria non preoccupa particolarmente il farmacista cantonale “perché, ad esempio, se manca l’ibuprofene c’è il paracetamolo come sostituto, oppure se non c’è lo sciroppo ci sono delle supposte”. In qualche modo, dice Zanini, il problema è comunque risolvibile. A preoccupare maggiormente sono gli antibiotici visto che "con la loro carenza si rischiano problemi più importanti”.