
Capire chi sono i frontalieri, da dove vengono e dove vanno.
È questo l'obiettivo del sondaggio lanciato dal consigliere di Stato Claudio Zali.
Dal prossimo 30 settembre e per due mesi, riferisce il Corriere del Ticino, verranno effettuati dei controlli a tutti i valichi di frontiera ticinesi, per capire meglio il fenomeno dei frontalieri e cercare le migliori soluzioni per ridurre il traffico.
Claudio Zali ed il capo dell'Ufficio della pianificazione e della tecnica del traffico Federica Corso Talento hanno illustrato la strategia ieri all'USI, durante il primo convegno cantonale dedicato alla mobilità aziendale.
Entrambi hanno sottolineato che il traffico ha raggiunto dimensioni tali, soprattutto nelle ore di punta, che non si può più aspettare. Bisogna agire.
Per Zali occorre intervenire a livello di incentivazione dei trasporti pubblici e di flussi stradali. Il consigliere di Stato ha inoltre ricordato che attualmente il tasso di occupazione di un veicolo è di 1,07 occupanti. "Se si potesse arrivare a 2, o magari anche solo a 1,8, pensate quante migliaia di automobili non sarebbero in circolazione" ha affermato.
Per migliorare la situazione viaria, importante sarà il ruolo assunto dalle aziende. Proprio per questo il Cantone è disposto a mettere sul tavolo una somma di 2,5 milioni di franchi a favore delle ditte che volessero incentivare il trasporto collettivo dei collaboratori, acquistando dei bus navetta per fare la spola tra la casa e il lavoro. Ma vi sono anche altre soluzioni allo studio. L'importante, è stato sottolineato, è riuscire a raggiungere dei risultati, "perché l'attuale intollerabile situazione viaria causa danni alle aziende, ai collaboratori e alla collettività, non solo economici ma anche legati alla qualità di vita."
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