
«Deluso? È una decisione che spetta direttamente a Claudio Zali, nella sua veste di consigliere di Stato». Daniele Piccaluga, coordinatore della Lega, commenta così a Radar la decisione del consigliere di Stato di rimanere in carica fino al 30 settembre, nonostante la richiesta del Governo di dimettersi con effetto immediato, arrivata dopo l’apertura di una nuova inchiesta a suo carico per presunti reati sessuali. Accuse che il consigliere di Stato contesta e per le quali vale la presunzione di innocenza. Di fronte alla scelta di Zali di restare in carica, il Governo ha deciso oggi di privarlo del Dipartimento del territorio, trasferendolo a Raffaele De Rosa.
La richiesta di dimissioni immediate
Ieri, all’indomani della notizia dell’inchiesta, la Lega era stata l’unica forza politica a non chiedere esplicitamente le dimissioni immediate di Zali. Piccaluga aveva però invitato il consigliere di Stato a una «presa di coscienza». «Io ho semplicemente invitato Claudio Zali a fare una riflessione», spiega il coordinatore. «E oggi abbiamo visto che cosa ha portato quella riflessione». Dopo aver ascoltato le motivazioni di Zali e la conferenza stampa del Governo, Piccaluga prende quindi atto della decisione: «Claudio Zali smetterà di fare il consigliere di Stato al termine del mese di settembre».
«Dimissioni, un atto dovuto per le istituzioni e per il movimento»
Ma Piccaluga condivide questa scelta? E cosa significa per la Lega? «Con la sua decisione di dimettersi abbiamo già detto a più riprese che per noi è stato un atto dovuto, un atto importante per le istituzioni, ma anche e soprattutto per il movimento«, ribadisce il coordinatore. »Dopo aver preso atto che Claudio Zali voleva terminare questo suo compito in Governo, abbiamo fatto delle riflessioni interne e cominciato a mettere il focus in avanti». Un cambio di prospettiva che, per Piccaluga, deve riportare al centro i problemi concreti del Cantone: «Non è che il Canton Ticino termina alla fine di settembre: dal primo ottobre andrà avanti. Per noi è importante tornare a parlare ai ticinesi, a parlare delle problematiche che i ticinesi hanno bisogno che si risolvano, con Zali o senza Zali».
«È un consigliere di Stato votato dalla popolazione»
Resta però la questione politica della permanenza in carica di Zali fino alla fine di settembre, nonostante la decisione del Governo di svuotare il suo dipartimento e trasferire il Territorio a Raffaele De Rosa. Che senso ha avere un consigliere di Stato leghista privato di tutti i suoi incarichi? «È un consigliere di Stato leghista che è stato votato dalla popolazione e, se ha reputato lui di stare ancora seduto lì fino alla fine del mese, credo di aver già risposto a sufficienza», replica il coordinatore. «Penso che la domanda vada posta direttamente all’interessato. Ribadisco che per la Lega c’è un focus chiaro: quello di girare pagina e andare avanti». Alla domanda se ci siano stati confronti diretti tra i due, il coordinatore della Lega risponde senza esitazioni: «Da un po’ di tempo non mi sono più sentito con Claudio».

