
Non è ancora giunta la decisione del Cantone sulla richiesta di organizzare il prossimo 23 giugno una tappa del Rally del Ticino nel Mendrisiotto, tra Balerna, Novazzano e Chiasso.
I tre Comuni interessati hanno già dato il loro consenso al ritorno della gara automobilistica nella regione dopo dieci anni di assenza, ma determinante sarà il parere della Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni.
Nel frattempo ad esprimersi sul Rally del Ticino è il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, che ha risposto alle lettere inviategli da alcune associazioni ambientalisti per esprimere perplessità sul ritorno dei bolidi nel già sufficientemente inquinato Mendrisiotto.
Nella presa di posizione, riportata oggi dal Giornale del Popolo, Zali ricorda dapprima che il rilascio dei permessi non compete al suo dipartimento, bensì a quello diretto dal collega Norman Gobbi.
Poi il direttore del DT spiega che il Rally del Ticino è una delle 10 manifestazioni motoristiche autorizzate abitualmente nell'arco dell'anno in Ticino e che, normalmente, "proprio per evitare un ulteriore carico ambientale, nel Mendrisiotto e negli agglomerati è di principio vietata qualsiasi manifestazione motoristica."
Zali non chiude tuttavia la porta in faccia agli organizzatori. Si limita a spiegare che la decisione del Cantone "dovrà passare da una corretta ponderazione dei diversi criteri in gioco, considerando oltre all'ambiente anche gli aspetti economici, quelli sociali e quelli della sicurezza."
Bisognerà in pratica riuscire a organizzare un evento capace "di rispondere agli obiettivi di sostenibilità perseguiti in Ticino e in Svizzera".
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