
La scelta del dipartimento del Territorio di sospendere il progetto "Il ponte che unisce", non è piaciuta ai Municipi di Monteggio e Sessa che, deplorando la decisione in una nota, chiedono un ripensamento da parte del ministro Claudio Zali.
Secondo i due esecutivi malcantonesi il progetto ha dimostrato, grazie al sovvenzionamento dell'abbonamento arcobaleno ai lavoratori frontalieri, di poter togliere da un asse stradale congestionato, circa 500 veicoli al giorno e avrebbe permesso di porre le basi per procedere a un'ulteriore riduzione di altre 300 auto.
"Ci riesce difficile credere", si legge nella nota, "che la reale motivazione sia quella della mancanza di fondi per la sovvenzione degli abbonamenti; fondi evaporati sul nascere dalla bocciatura della tassa di collegamento. L’impressione è che questa si tratti di una mossa promossa unicamente a fini elettorali".
I due Municipi ricordano che il costo del progetto veleggia intorno a circa 20mila franchi, una somma che verrebbe coperta dall'aumento delle vendite degli abbonamenti, come verificatosi nella prima fase del progetto (2010 – 2011).
"Il Malcantone da 40 anni attende una soluzione al problema traffico, che vede l’intera regione paralizzata 6 giorni su 7" concludono i due esecutivi. "È ora di agire, anche con misure modeste come questo progetto, che ha però dimostrato grande efficacia. Di ripicca in ripicca non si andrà da nessuna parte, e un’intera regione del Ticino continuerà ad essere tenuta in scacco dal traffico e da scelte politiche poco lungimiranti".
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