
Sull'onda delle recenti sollevazioni popolari contro l'edificazione di nuove antenne di telefonia mobile in zone residenziali (sensibili), l'Associazione Territori Vivibili di Sonvico ha voluto scrivere una lettera aperta al Direttore del Dipartimento del Territorio Claudio Zali per chiedere ulteriori interventi in merito alla protezione da radiazioni non ionizzanti.
Pur constatando con piacere la sensibilità mostrata dal ministro nei confronti della tematica, l'Associazione auspica che quanto richiesto dalla popolazione (tramite una mozione interpartitica presentata ad aprile e una petizione cantonale), venga messa in pratica a breve termine.
L'associazione chiede prima di tutto la reintroduzione e l'inasprimento dell'articolo 5 del Regolamento di applicazione dell'Ordinanza federale sulla protezione da radiazioni non ionizzanti (RORNI), in modo che le zone sensibili (zone residenziali, asili, scuole, parchi gioco ecc.), vengano nuovamente protette.
In secondo luogo si vorrebbe la reintroduzione del coordinamento cantonale tra operatori e cantone, con una pianificazione cantonale delle antenne di telefonia mobile con relativo documento consultabile pubblicamente.
Come terzo punto l'associazione chiede di tenere in sospeso tutte le domande di costruzione di nuove antenne di telefonia mobile in attesa della reintroduzione dell' art 5 del RORNI.
In conclusione l'associazione cita una ricerca effettuata da un team di veterinari dell'Università di Zurigo sull'effetto drammatico dei campi elettromagnetici sui vitelli delle fattorie situate vicine agli impianti di telefonia mobile. "In estrema sintesi", si legge nella missiva, "i ricercatori hanno costatato che ben 50 vitellini sono nati ciechi a seguito di problemi alla cataratta, strettamente collegati all’importante esposizione alle onde elettromagnetiche emesse dall’antenna. La cosa è ancor più preoccupante se si pensa che il periodo di gestazione di una mucca è assai breve e che, quindi, l’esposizione ai raggi emanati delle antenne è avvenuta durante un lasso di tempo corto. È inevitabile rimanere turbati se si pensa che un’antenna posta a pochi metri da abitazioni dove alloggiano famiglie con figli comporta un’esposizione estremamente prolungata alle onde elettromagnetiche, con effetti sulla salute a lungo termine".
"La ricerca menzionata", conclude l'associazione, "è solo l’esempio più recente dell’importante letteratura ad oggi presente sull’argomento. Questa, unita all’importante sensibilità della popolazione sull’argomento, ci fa sperare in una decisa e concreta risposta a quanto richiesto più sopra".
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