
È probabilmente uno dei volti meno noti tra i nuovi eletti nel Parlamento cantonale. Lisa Bosia-Mirra s’interessa alla politica da quando ha 16 anni. Ora ne ha 42 e la sua passione non è scemata.
Il nonno Giuseppe è stato tra i fondatori del PDL, mentre la neoeletta ha iniziato l’attività politica tra le file della Federazione Giovani Comunisti Italiani a Cesenatico, paese in cui è cresciuta con la madre. Tornata a vivere in Ticino ha poi scelto di militare nel Partito Socialista, con il quale ha ottenuto ora un seggio in Gran Consiglio. Una scelta, quella di optare per il PS, che spiega dicendo che “la rappresentanza del Partito Comunista in Svizzera è purtroppo molto limitata e inoltre trovo che le sfide della società contemporanea richiedano un approccio meno dogmatico. Ma è chiaro che abbiamo, socialisti e comunisti, radici comuni che dovrebbero consentirci di lavorare insieme nella prossima legislatura.”
Bosia-Mirra lavora per il Soccorso Operaio Svizzero e si occupa di migrazione per professione e di biodiversità per passione. Un binomio curioso dove l’apicoltura, ad esempio, viene trasformata in un legante tra gli ospiti di casa Astra – associazione che promuove iniziative per persone senza fissa dimora e gestisce progetti d’integrazione -, e il territorio ticinese. “C’è un apiario didattico all’orto dei Gelsi di Riva San Vitale che mira a formare degli apicoltori” spiega la neoeletta e “probabilmente è proprio l’impegno per queste tematiche che mi ha portato ad essere eletta. Nell’inverno dello scorso anno ad esempio, abbiamo raccolto quasi 5'000 firme per poter accogliere 20’000 profughi siriani in Svizzera, com’era stato fatto anche con coloro che erano fuggiti dal Cile nel 1974, e il Consiglio Federale, pur ponendo alcune condizioni, ha accettato questa petizione. Credo che progetti e azioni concrete di questo genere mi abbiano fatto conoscere e eleggere, ed è anche per continuare a portare avanti queste tematiche e per rappresentare le seconde generazioni e le minoranze che contribuiscono al benessere del Ticino, che mi sono candidata.”
Bosia-Mirra spera con la sua candidatura di poter fare molto anche per il territorio.
Un’altra tematica a lei cara è l’antileghismo. È stata l'autrice di 23 lettere a Lorenzo Quadri, raccolte nel libretto “Cara Lega ti scrivo…”.
Signora Bosia-Mirra, come vede lei dunque la vittoria della Lega alle recenti elezioni?
“I rappresentanti della Lega sono bravi prestigiatori: sono al potere, pur sostenendo di non averne a sufficienza. Tuttavia, credo che questa sia l’ultima volta che verranno eletti. Se hanno vinto è perché il fronte progressista non è unito. Socialisti ed ecologisti avrebbero dovuto unirsi e invece nel nostro Cantone stranamente i Verdi sono, per utilizzare una metafora, virati verso il nero. Ma questo fenomeno non si riprodurrà alle prossime elezioni. Sono fiduciosa che quella che è un’anomalia nel panorama svizzero possa essere sanata nei prossimi anni.”
La nostra interlocutrice sembra esserne certa, tuttavia vorremmo capire come risponde alla tacita accusa secondo la quale la sinistra non è capace di fornire risposte concrete ai problemi attuali.
Quale opinione avete, sia lei che il PS, del frontalierato?
“Si tratta di un problema complesso: in Ticino, e più generalmente in Europa, viviamo dei problemi, tipici della globalizzazione, che richiedono risposte articolate. È vero che parte degli incarichi, ad esempio nel sanitario, sono ricoperti da frontalieri, ma soddisfano il bisogno di personale specializzato che non si trova in Ticino. E tutti abbiamo bisogno di tanto in tanto di fare una radiografia o un esame del sangue.”
"Riconosco che la situazione è difficile, ma non faccio distinzioni tra i lavoratori. Ciò che secondo me permette tutta una serie di abusi è una scarsa protezione giuridica tipicamente svizzera e figlia del liberalismo. Sono per l’introduzione del diritto al reintegro quando vi è licenziamento senza “giusta causa”; in seguito credo vada ripreso il tema del salario minimo, che azzeri il dumping; e infine delle condizioni di lavoro dignitose. A pari salario e condizioni di lavoro e senza la possibilità di usare l’arma del licenziamento come ricatto, i datori di lavoro non avranno più interesse a preferire dei frontalieri a dei residenti.”
Più generalmente c’è il sentimento che la sinistra sia distaccata dai problemi della popolazione, cosa pensate di fare per colmare questa mancanza?
“Premetto che la sinistra sostiene sempre tematiche sociali, come il salario minimo e l’introduzione di un’assicurazione dentaria, e quindi non capisco come mai l’elettorato ci senta lontani dai suoi problemi. Comunque, vorrei sottolineare che l’elettorato è contradditorio. Molti hanno votato Lega, ma questa concretamente non fa niente per la popolazione. Claudio Zali ad esempio, non ha eliminato il problema dei parcheggi, ma ha invece creato un “mercato nero dei parcheggi”. Oggi i lavoratori del centro commerciale Fox Town pagano fino a 150.- per disporre di un parcheggio, e chi non ha la possibilità di averlo si ritrova a fine giornata una multa per fuori parcheggio. Questo tocca sia i lavoratori frontalieri che gli indigeni.”
E della questione femminile? C’è chi gioisce dell’aumento delle donne in Gran Consiglio, lei cosa ne pensa?
“Non credo che questo abbia una vera portata, siamo in 22 donne su 90 eletti ed è scandaloso. Basti pensare che in Ruanda ben il 63% del Parlamento è composto da donne. Probabilmente questo avviene perché ci troviamo in un periodo di difficoltà e di chiusura generalizzata, con un aumento del conservatorismo. Forse si pensa che gli uomini possano gestire meglio alcune situazioni rispetto alle donne… Proprio per questo vorrei ricordare il prossimo evento, al quale parteciperò, ossia la marcia delle donne che si terrà dal 14 al 16 maggio e partirà da Chiasso per arrivare a Faido. ”
Bosia-Mirra ci assicura che queste e altre tematiche verranno discusse durante la prossima riunione del PS, dove si cercherà di capire come rispondere ai bisogni della popolazione, e aggiunge che un altro piano sul quale vorrebbe impegnarsi è la questione agricola.
“Infatti credo che sostibilità ambientale e sviluppo economico debbano poter andare a braccetto e questo può realizzarsi a partire dalle esigenze degli agricoltori e dei contadini, anche delle zone di montagna. Vorrei capire quali sono le loro necessità" afferma. "Si tratta di un elettorato che vota principalmente a destra e vorrei capirne i motivi.”
Speranzosi di lasciarci stupire da tutti i nuovi eletti, lasciamo la nostra intervistata che, nonostante i suoi molti impegni si accomiata dicendosi pronta ad affrontare con energia sia il suo ruolo di operatrice del Soccorso Operaio Svizzero, sia quello di volontaria a tutto campo e ora anche quello di gran consigliera.
SF
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