
A non tutti i comuni piace la riforma che il Cantone sta attuando nella gestione dei rifiuti, soprattutto a quei comuni che già hanno introdotto una tassa sul sacco. Dopo Giubiasco, anche Biasca ha infatti espresso critiche sull'argomento, presentando un'interpellanza in Municipio. "Il Consiglio di Stato abbassa le tasse sul sacco, ma il risparmio che ne consegue è vanificato dall'aumento della tassa bassa sempre più iniqua" si legge nel testo.
La riforma approvata dal Governo a inizio luglio prevede, ricordiamo, un'uniformità in tutto il Cantone con un sistema misto: da un lato una tassa sul sacco uguale ovunque, dall'altro una tassa base che varia da comune a comune e che servirà a finanziari i costi fissi di gestione (per esempio nella raccolta di rifiuti e degli econcentri). Oggeto di critica da parte dei due comuni è il calcolo degli importi minimi e massimi della tassa che ha portato il Governo ad approvare una forchetta tra i 0,85 centesimi e i 0.95 centesimi al sacco. Cosa che per alcuni comuni significa un aumento della tassa base.
Sull'onda di queste critiche il Giornale del Popolo ha interpellato direttamente il Consigliere di Stato Claudio Zali, che replica: "Si tratta di valutazioni ingenerose che possono essere sostenibili solo nel limitato contesto di una realtà comunale dotata di norme puntuali molto più onerose per il cittadino, ma che non tengono conto della tematica riportata sul piano cantonale".
Per il direttore del Dipartimento del Territorio a livello cantonale ci sono comunque grandi vantaggi: "La grossa novità contenuta nella riforma è l'introduzione di un sistema di copertura dei costi fondato sul principio di causalità per la maggioranza della popolazione. In un'ottica cantonale la proposta del Governo è dunque tutt'altro che disincevante. Si prevede infatti una diminuzione del quantitativo dei rifiuti del 10/15%".
Per quanto riguarda la presunta disparità di trattamento tra i comuni che hanno già introdotto la tassa sul sacco (52) e quelli che non l'anno ancora fatto (83), Zali ribatte: "La normativa cantonale non fa che riconoscere la bontà della scelta dei Comuni che hanno già introdotto la tassa sul sacco. Ogni Ente locale potrà mantenere l'impostazione attuale, allineando il costo del sacco alle indicazioni fornite dal Cantone e modificando di conseguenza anche la tassa base. Le modifiche saranno tuttavia molto maggiori per tutti i comuni che oggi non conoscono la tassa sul sacco".
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