
Non è piaciuto, ai deputati PLR, PPD, UDC, sentirsi definire "soldatini" dal consigliere di Stato Claudio Zali.
Già ieri in aula un boato di disapprovazione ha seguito le esternazioni del ministro. E in seguito, durante le interviste post-voto, numerosi granconsiglieri hanno accusato Zali di averli "insultati" e "denigrati", lanciando il sospetto che fossero al soldo della grande distribuzione.
E ora c'è chi non si limita a dirsi offeso, ma va oltre, ribaltando le accuse lanciate da Zali contro lo stesso consigliere di Stato. Stiamo parlando del vicepresidente del PLR e candidato al Consiglio di Stato Nicola Pini.
"Ancora una volta il teatro ha superato la politica, abbandonando il rispetto dell'opinione altrui per scadere nell'insulto dell'avversario e della democrazia" ci dice Nicola Pini, commentando quanto accaduto ieri. "Se la maggioranza dei deputati avesse ascoltato l'economia dura e pura avrebbe bocciato la tassa di collegamento proposta da Zali. Ma non l’ha fatto. Ne ha invece approvato il principio, chiedendo però al Governo di chiarire dei dubbi giuridici e politici con un messaggio separato (da discutere nei prossimi mesi) e non con due scarne paginette nel Preventivo."
" I compromessi non si mercanteggiano a caso il giorno prima, ma si fondano su calcoli, cifre, rilevamenti; che oggi mancano" aggiunge il candidato al Consiglio di Stato. "Questo vuol dire fare politica. Quella del Parlamento di ieri è una soluzione ragionevole che obbligherà tutti gli attori coinvolti a trovare una soluzione condivisa nell'interesse dei ticinesi: perché ridurre il traffico è nell'interesse di tutti, aziende comprese."
E poi arriva il contrattacco. "Chi ha il sospetto ha il difetto, mi viene invece da dire sui soldatini" afferma Pini. "Allora mi chiedo se l'opposizione di Zali alla banda larga non sia dovuta tanto a motivi ideali (ci pensa già il privato), ma al fatto che questa estate era ospite in Vallemaggia di un'impresa attiva nel settore. Da parte mia credo che l'accesso a internet sia un campo in cui il libero mercato non basta: per garantire le pari opportunità a tutti è essenziale che l'ente pubblico dia il suo contributo, perché la banda larga è oggigiorno ciò che le strade rappresentavano nell'Ottocento, un servizio essenziale per la cittadinanza e per il Ticino del futuro."
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