
È notizia di alcuni giorni fa che il Consiglio di Stato, ha scritto a Berna per chiedere; oltre ad un rappresentante ticinese che discuta la Roadmap sui frontalieri, anche la trasmissione con l'Italia dei dati fiscali dei padroncini.
Una proposta che era già stata fatta a suo tempo, dal Consigliere di Stato Michele Barra, e respinta dal Governo nell'estate del 2013. Riproposta poi dal suo subentrante Claudio Zali nel 2014, e trasmessa ad un Gruppo di lavoro, di cui non si conoscono ancora le conclusioni. E oggi dalle colonne del Mattino della domenica Zali prende posizione sulla vicenda.
"Finalmente a quasi due anni dalla proposta di Barra la maggioranza del Governo pare (finalmente) essersi accorta del problema e propone al Segretario di Stato de Watteville di inserire nella trattativa circa il nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri anche una norma che preveda lo scambio spontaneo delle informazioni relative ai redditi conseguiti in Svizzera da padroncini e distaccati. Una misura di fondamentale importanza per il nostro Cantone e soprattutto per i nostri artigiani" scrive Zali.
Concludendo: "Meglio tardi che mai, e se questa richiesta sarà accolta sarà l’unica parte davvero valida di un accordo che per il resto, specie dal profilo del ritorno economico per il Ticino, lascia il tempo che trova."
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