
A seguito della bufera che ha investito un potente produttore di Hollywood accusato da numerose attrici di molestie sessuali, c'è chi ha iniziato a parlare dell'esistenza di un personaggio simile anche alle nostre latitudini.
Molto meno potente, certo, ma con apparentemente un'analoga propensione ad allungare le mani sulle donne.
A lanciare il sasso è stato il regista de "La Palmira", Alberto Meroni, il quale su Facebook ha pubblicato il seguente testo:
"Il produttore che molesta attrici e modelle lavorava ad Hollywood: un posto lontano. Ci si immagina che da noi non possa accadere o al massimo laggiù in quella lontana Milano dove Striscia la Notizia o Le Iene han scovato qualche depravato attivo nel mondo del casting.”
"Io sono del settore e negli ultimi anni non ho mai sentito casi del genere, ma una ventina di anni fa alcune ragazze, una in particolare, mi aveva confidato di un fotografo tutt’ora operante in Ticino che non si accontentava del semplice scatto fotografico."
"Naturalmente non ho nessuna prova e le accuse potrebbero essere state spinte dall’invidia di una pretendente Miss “non eletta”. Forse avrei dovuto indagare ed eventualmente aiutarla a dire la verità perché questi nauseabondi schifosi pervertiti senza dignità non sono frutto di un’immaginazione collettiva: esistono perché gli si permette di esistere grazie al silenzio."
Il post ha scatenato una marea di reazioni, tra cui quella del cantautore Davide Buzzi, che ha scritto: "Saputo pure io da fonte diretta! Che poi l'essere in questione NON è neppure un fotografo, ma un ex modello riciclato alla fotografia! Di questi personaggi, che sporcano le professioni artistiche e abusano di coloro che di loro si fidano, è pieno il mondo... purtroppo! Come dici tu Alberto, grazie al silenzio!"
Nella discussione si è quindi inserito anche il "Frontaliers" Roberto Bussenghi, al secolo Flavio Sala, il quale ha raccontato che "stasera durante una cena è uscito il nome di quel fotografo e almeno 3 persone su 9 potevano portare le prove che si tratta di un molestatore seriale, oltretutto su delle minorenni adolescenti che come al solito poi non hanno il coraggio di denunciare il fatto. È scandaloso che certa gente resti impunita."
Nessuno ha mai denunciato il fotografo in questione e pertanto è lecito supporre che quelle a lui rivolte siano soltanto accuse gratuite.
Per cercare di capirne qualcosa di più abbiamo interpellato la modella ticinese di maggior successo - che il fotografo in questione sostiene di aver lanciato nel mondo della moda - Xenia Tchoumi.
Innanzitutto la modella e imprenditrice precisa che "ovviamente non è stato lui a lanciarmi".
Xenia ricorda però di essere andata da lui, insieme a entrambi i suoi genitori, per il suo primo book fotografico, "per mia scelta e volontà".
"Io avevo 12 anni ed i miei genitori sono rimasti con me ad ogni foto o incontro con lui ed il suo team" racconta, sottolineando che il book fotografico costò tra 1'000 e 2'000 franchi. "Cosa che sconsiglio fortemente a tutte le ragazze che iniziano una carriera nella moda" afferma Xenia. "Il primo book deve essere gratuito, non a pagamento."
Da allora Xenia Tchoumi ha proseguito il suo percorso in modo "assolutamente indipendente da lui" e "da quando maggiorenne sono diventata manager di me stessa”, senza quindi più avere a che fare né col fotografo in questione né con altri manager.
"Ho perso traccia di lui da moltissimi anni e non ho idea di come possa aver trattato le sue modelle" afferma. "Io fortunatamente ero sempre accompagnata da almeno un genitore, quindi non ho mai avuto nessun riscontro negativo."
Un'esperienza, quella di Xenia, che si spera vivamente sia anche quella di tutte le altre ragazze che hanno lavorato con lui.
Andrea Stern
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