
Il Tribunale federale ha accolto un ricorso dell'avvocata Xenia Peran in merito al dissequestro di un suo conto bancario presso una banca di Lugano.
La sentenza, datata 24 ottobre 2014, è stata resa nota oggi dalla stessa avvocata.
Il sequestro del conto era stato effettuato nell'ambito di un procedimento penale promosso nei confronti dell'avvocata Xenia Peran, già membro della direttiva del Partito socialista di Lugano, accusata di reati contro il patrimonio dal milanese Giovanni Vismara.
Nell'aprile 2011 il procuratore pubblico Paolo Bordoli aveva ordinato la perquisizione presso una banca luganese di un conto clienti della legale, nonché il sequestro di ogni avere e della relativa documentazione.
L'avvocata Xenia Peran aveva ricorso contro la decisione, ma nel febbraio 2012 la Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del Canton Ticino aveva respinto il suo reclamo.
Nel luglio 2013, poi, la Procura aveva dissequestrato i fondi del conto in questione a favore di Giovanni Vismara, al quale sarebbero riconducibili gli averi patrimoniali sequestrati.
L'avvocata Xenia Peran aveva ricorso contro il dissequestro, asserendo che gli averi patrimoniali in questione rappresentassero i provento di reati commessi da Vismara. Ma la Corte cantonale, con giudizio del 7 ottobre 2013, aveva respinto il suo reclamo.
Peran ha quindi persentato un ricorso in materia penale al Tribunale federale, ottendendo l'effetto sospensivo.
I giudici di Losanna hanno ritenuto "inammissibili" le critiche dirette dall'avvocato Xenia Peran contro la decisione del procuratore pubblico Paolo Bordoli. Ma hanno ammesso la sua legittimazione a contestare il dissequestro degli averi depositati sul conto bancario.
Xenia Peran, nel suo ricorso, sosteneva che quegli averi costituissero provento di reato derivante da appropriazione indebita e occultamento di denaro all'estero da parte di Giovanni Vismara. Scriveva inoltre che quei fondi provenivano, a suo dire, da un conto intestato alla società panamense Bombarda SA, della quale ella sarebbe ancora membro del CdA.
I giudici di Losanna, valutando questa fattispecie, hanno riconosciuto che Giovanni Vismara è stato prosciolto da ogni accusa sia in Svizzera che in Italia, ma che il dissequestro del conto è avvenuto senza il consenso delle parti e di eventuali terzi, come la Bombarda SA.
E quindi, in assenza di una situazione giuridica sufficientemente chiara, il Tribunale federale di Losanna ha sancito che quel dissequestro non poteva essere ordinato, ed ha quindi accolto il ricorso dell'avvocata Xenia Peran, ponendo le spese giudiziarie a carico del Ministero pubblico ticinese.
"Vismara non solo non può vantare alcun diritto sui fondi, ma deve essere incriminato per riciclaggio" commenta su Twitter la legale luganese, accusando il suo oponente di averla denunciata "per un elenco delirante di reati" solo "per ritorsione e vendetta", in quanto lei lo aveva segnalato per riciclaggio.
Vendetta che ora anche lei stessa vorrebbe mettere in atto: "Il procuratore pubblico Paolo Bordoli deve essere processato per favoreggiamento, concorso in riciclaggio, tentato furto, calunnia e non solo" conclude Xenia Peran.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

