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Xenia Peran ribatte: "Processo illegale e abusivo"
Xenia Peran ribatte: "Processo illegale e abusivo"
Xenia Peran ribatte: "Processo illegale e abusivo"
Redazione
10 anni fa
L'avvocatessa luganese si fa viva dopo l'assenza di ieri: "Il giudice Marco Villa è incostituzionale"

Assente al processo di ieri per malattia, l'avvocato luganese Xenia Peran riappare con un comunicato diramato via social nel quale contesta nientemeno che la legalità del giudice e della corte.

Il titolo dello scritto è alquanto eloquente: "Il Villa è incostituzionale". Una dichiarazione destinata a far rumore e che ricalca il suo post dell'agosto 2015 - riproposto ieri a poche ore dall'inizio del processo - nel quale attaccava i procuratori John Noseda e Paolo Bordoli.

Nel comunicato postato oggi Peran ritiene che il giudice Marco Villa e la sua corte non avrebbero il potere di giudicarla. Il motivo è un ricorso - pendente al Tribunale federale - che ne chiede la ricusazione.

"Il Villa e corte si trovano sotto processo di ricusazione in attesa di una decisione definitiva e in tale stato di congelamento non possono prendere alcun tipo di decisione di merito - ha scritto l'avvocatessa - tantomeno possono mettersi a giudicare e iniziare il dibattimento: devono invece accertare l'esistenza dell'effetto sospensivo concesso per legge e quindi sospendere il procedimento penale fino al giudizio definitivo sulla loro ricusazione".

"La decisione di aprire il processo da parte di una corte congelata è gravemente illegale e abusiva", ha rincarato la Peran. Inoltre "la loro condotta potrebbe integrare gli elementi costitutivi dei seguenti reati penali: intrallazzo illegale con i denuncianti riciclatori pregiudicati e il loro favoreggiamento, collaborazione illegale e stretta obbedienza ai loro avvocati, uso illegale del Tribunale penale cantonale, infedeltà della carica di magistrato, abuso d'ufficio, sviamento della giustizia, alto tradimento e altri ancora".

"Ne segue - ha concluso - che tutte le attività di Villa e corte sono nulle ex tunc".

Come detto si tratta di una presa di posizione destinata a far discutere. Il procuratore pubblico Paolo Bordoli, da noi interpellato, ha confermato come la maggior parte dei reati penali elencati dall'avvocato Peran non esista nel codice penale svizzero, almeno non nella forma da lei indicata. Inoltre non vi sarebbe nessun congelamento della corte. La Corte dei reclami penali ha già rigettato la ricusazione presentata dalla stessa Peran, che può sì rivolgersi al Tribunale federale (che non ha finora segnalato alcun effetto sospensivo). 

"Finché non c'è una decisione formale in merito la corte può - anzi, deve - svolgere il proprio dovere", ha sottolineato Bordoli.

La Corte, ricordiamo, ha deciso di rinviare il processo a data da stabilire, ritenendo Xenia Peran assente ingiustificata. L'avvocatessa luganese verrà quindi ricitata a processo, il quale potrebbe svolgersi in ottobre.

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