
Xenia Peran non ci sta. L’avvocata luganese ha annunciato di aver inoltrato una domanda di revisione al tribunale federale (TF). La 53enne intende contestare la decisione della suprema Corte federale del del 22 maggio scorso, che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso presentato contro la condanna, inflittale il 29 gennaio 2019 dalla Corte d'appello e rievisione penale (CARP), a una pena di 20 mesi sospesa per due anni per appropriazione indebita ai danni di un suo cliente e per tentata estorsione nei confronti dell’ex patron del Napoli Calcio Corrado Ferlaino, nonché a una pena pecuniaria unica, non sospesa, di 45 aliquote giornaliere di 30 franchi per dei reati contro l’onore. Il ricorso contro la suddetta decisione, lo ricordiamo, era stato dichiarato inammissibile in quanto "inoltrato oltre il tempo utile previsto dalla legge" (vedi articolo suggerito).
Un'altra revisione - In un’altra sentenza, sempre del 22 maggio, TF aveva pure dato torto a un cliente di Peran che ne chiedeva la condanna anche per ripetuta appropriazione indebita qualificata e di ripetuta sottrazione di cose requisite o sequestrate, come nella sentenza di prima istanza (poi rivista dalla CARP). Il ricorso era stato giudicato inammissibile dai giudici di Mon Repos in quanto l’uomo non poteva costituirsi accusatore privato (come sosteneva Peran e come invece l’hanno riconosciuto le Corti di prima e seconda istanza).
Alla luce di questa decisione, il 31 maggio scorso Peran aveva depositato alla CARP una domanda di revisione della sentenza del 29 gennaio in cui chiedeva, in applicazione analogica della sentenza del TF, di “accertare il difetto di qualità di accusatore privato” anche in capo all'altro accusatore, Corrado Ferlaino, “con la conseguente estromissione di ambo i denuncianti con le loro carte dal procedimento Peran”. Di conseguenza “il reato di appropriazione indebita così come il reato di tentata estorsione “devono essere accertati nulli ed inesistenti”. La domanda di revisione era tuttavia stata bocciata il giorno successivo. Decisione che, spiega l’avvocata luganese, “farà oggetto di ricorso avanti il TF”.
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