
"Ho sentito dei rumori già prima che iniziassi la scalinata, ma li ho attribuiti alla natura e non ci ho fatto caso. Qualche secondo dopo ne ho sentiti altri, ho alzato gli occhi e ho visto un masso che mi stava cadendo dritto in testa. Per fortuna ho fatto appena in tempo a spostarmi, altrimenti mi avrebbe colpito in pieno. Invece ho rimediato solo un graffio al seno. Poi, un attimo dopo la caduta del masso, ho sentito il rumore di alcune persone che si muovevano sopra le rocce e infine di una motocicletta che si è accesa ed è partita."
È ancora scossa per quanto accadutole giovedì sera sul sentiero di Gandria, l'avvocato luganese Xenia Peran. Soprattutto perché, afferma, non è la prima volta che qualcuno avrebbe cercato di attentare alla sua incolumità: "Già in gennaio fui colpita con una pistola laser in centro a Lugano, in una zona piena di telecamere, ma la giustizia non trovò mai il colpevole."
L'ex membro della direttiva PS di Lugano ha quindi deciso di sporgere denuncia al Ministero pubblico per l'episodio di giovedì, perché a suo dire, ribadisce, ci sarebbe dietro la mano di qualcuno e non della natura.
Nella sua denuncia l'avvocato ipotizza i reati di tentato omicidio e lesioni all'integrità fisica e psichica della persona.
Gli inquirenti quindi indagheranno sull'episodio, anche se al momento l'ipotesi più probabile sembra restare quella di un evento naturale.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

