
Xenia Peran è "sconcertata" da quanto i media siano "parziali" nei suoi confronti e di quanto nel contempo "adulino" i suoi avversari.
In una lettera inviata oggi in redazione, l'avvocato luganese attualmente a processo a Lugano per presunti reati patrimoniali ci chiede di riferire "in modo equidistante" la sua posizione. A suo dire, infatti, tutto ciò che è stato scritto finora su di lei è "manifestamente di parte".
Innanzitutto la legale contesta il fatto che persone come Corrado Ferlaino possano essere accreditate come parti danneggiate anziché essere perseguite per riciclaggio.
E poi aggiunge: "Sono sette anni che sto subendo una persecuzione nazista e mafiosa violenta, con vari avvocati che mi hanno saccheggiata colludendo con il potente consorzio controparte, e sabotando la mia difesa."
Proprio su questo aspetto Xenia Peran accusa la sua legale d'ufficio, avvocato Caterina Jaquinta Defilippi, di non difenderla abbastanza e chiede di poter cercare un altro difensore.
"Questa presunta difensora sta mettendo in campo un gioco sporco, facendo l'inchino al suo datore di lavoro, il giudice Marco Villa" scrive Xenia Peran, che lamenta di non essere stata informata dal suo avvocato in merito a decisioni e comunicazioni, facendole quindi scadere i termini di impugnazione.
"Questa signora io non l'ho mai vista e ultimamente non mi ha notificato nulla" aggiunge Peran. "Per esempio io non sapevo nulla dei testi che i miei accusatori calunniatori avrebbero chiamato."
Xenia Peran scrive poi che "tutte le mie richieste di prove e di testi sono sempre stati rifiutati sia dal procuratore Paolo Bordoli sia dal giudice Marco Villa."
E infine ribadisce che il suo certificato medico presentato ieri mattina per evitare il processo, ma giudicato non valido dalla corte, "ha il valore di perizia essendo un documento ufficiale emesso da un medico FMH svizzero specializzato in psichiatria."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

