
L'avvocatessa luganese Xenia Peran ha deciso di chidere un nuovo processo a suo carico. Appellandosi contro la sentenza emessa lo scorso 5 ottobre dal giudice Marco Villa, che l'aveva condannata a a 24 mesi sospesi per appropriazione indebita e altri reati, negli scorsi giorni ha trasmesso alla Corte un'istanza per un nuovo processo, lamentando "irregolarità e illegalità qualificate" nel corso del "processo contumaciale farsa".
"Chi scrive si oppone alla sentenza contumaciale di condanna del 5 ottobre 2016 e chiede un nuovo giudizio nel rispetto dei diritti fondamentali di difesa e delle regole minime di un giusto ed equo processo garantiti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo e presenta pure la dichiarazione di appello".
Inoltre, come da noi anticipato lo scorso 18 ottobre, l'avvocatessa ha denunciato l'avvocato d'ufficio Caterina Jaquinta Defilippi, che l'aveva difesa nel procedimento. Xenia Peran ha accusato la legale di "condotta infedele" e di aver "arrogantemente ed impudemente perorato la causa della controparte".
Riguardo al certificato medico presentato il 3 ottobre scorso, l'avvocatessa difende la scelta di essersi affidata a uno psichiatra dell'infanzia: "Uno psichiatra specializzato per bambini a monte deve saper e poter trattare con tutti gli adulti dell’ambiente del bambino con problemi, perché spesso il problema risiede proprio nei genitori".
Xenia Peran si sarebbe poi presentata in aula il 5 ottobre "nonostante i problemi di salute psichica" per "intervenire personalmente nel processo".
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