
Il Tribunale federale ha posto negli scorsi giorni la parola fine sulla lunga vicenda giudiziaria che riguardava il fallo commesso dal giocatore dell'HC Lugano Landon Wilson ai danni del centro dell'HC Ambrì Piotta Benoît Pont, durante il derby disputatosi alla Resega il 15 settembre 2007.
A seguito di quel colpo di gomito alla testa, Pont riportò una commozione cerebrale con deficit neuropsicologico in ambito verbale e visivo, disturbi emotivi affiancati da disagi sociali e un blocco cervicale con conseguenti cefalgie. Dovette così concludere anticipatamente la sua carriera, mentre Wilson fu punito con un match di sospensione e una multa.
Ma, su denuncia di Pont, la vicenda era finita pure in Pretura penale, dove nel giugno 2014 lo statunitense del Lugano era stato condannato a una pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere di fr. 100.- ciascuna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, e al pagamento degli oneri processuali, per lesioni gravi colpose. Inoltre Wilson era stato condannato a versare un'indennità di 9'000 franchi al leventinese.
Su ricorso sia di Wilson che del procuratore pubblico, la Corte di appello e di revisione penale aveva poi, nel febbraio 2016, inasprito la pena nei confronti del giocatore di hockey, condannandolo a 90 aliquote giornliere di 100 franchi ciascuna, sospese per due anni, nonché al pagamento degli oneri processuali e di un risarcimento di 11'762 franchi a Pont.
Wilson aveva quindi deciso di giocare la sua ultima carta, quella del Tribunale federale, sostenendo che il danno causato a Pont, grave ma non permanente, non giustificasse tale condanna. Ma anche i giudici della massima corte elvetica, dopo aver ricostruito nei minimi dettagli dell'accaduto, hanno confermato la condanna a Wilson, ponendo inoltre a suo carico ulteriori spese giudiziarie per 4'000 franchi.
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