
Non sono solo la Lega dei Ticinesi e l'UDC ad impallinare la proposta della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf di rivotare sugli accordi bilaterali.
Anche in casa PLR l'idea non sembra affatto gradita da tutti.
Di certo non dal deputato Franco Celio, che tra sabato e oggi ha pubblicato due opinioni che si scagliano contro un eventuale ritorno alle urne.
La prima è apparsa su La Regione, la seconda sul Corriere del Ticino. In entrambe Celio scrive che l'idea di Widmer-Schlumpf "non è particolarmente originale".
"Capita infatti spesso che che ha perso una votazione sostenga che i cittadini non hanno capito e gradirebbe perciò far ripetere la stessa, affinché i cittadini possano correggere il vero o presunto errore" scrive Celio. "Dare per scontato che la correzione avvenga ipso-facto è però un pio desiderio."
Il granconsigliere PLR ricorda quanto accadde a seguito della votazione del 6 dicembre 1992, quando il popolo svizzero respinse di stretta misura l'adesione allo Spazio economico europeo.
Gli sconfitti lanciarono un'iniziativa "che avrebbe voluto consentire al popolo di correggere l'errore commesso", aderendo all'UE, ma questa fu bocciata con poco meno dell'80% dei voti.
"Se Christoph Blocher e i suoi ora possono affermare che gli svizzeri non vogliono saperne dell'UE, non è quindi tanto per la votazione del '92, ma per quella - offerta su un piatto d'argento dai loro più accesi avversari - del 2001" commenta Celio, concludendo: "Se tanto ci dà tanto, la signora Widmer-Schlumpf farebbe quindi bene ad andarci piano con le sue proposte."
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