
Nell’inchiesta a carico del fiduciario ed ex presidente dell’UDC ticinese Paolo Clemente Wicht non c’erano soltanto malversazioni ai danni della ex-moglie, della quale gestiva il patrimonio personale di 7 milioni di franchi.
Nell’inchiesta, come riferito dalla RSI, c’è infatti una secondo aspetto legato ad un secondo raggiro, questa volta di tipo immobiliare, perpetrato nel 2013 e nel quale Wicht riuscì a convincere un investitore a finanziare la ristrutturazione di tre appartamenti nel Sopraceneri per una somma compresa tra i 400 ed i 700mila franchi.
Soldi (utile promesso compresso), poi svaniti nel nulla. L’avvocato Enrico Germano, difensore di Wicht, ha comunque dichiarato che la vicenda non ha nessuna rilevanza, in quanto il suo assistito avrebbe restituito il denaro appena possibile.
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