
"Basta frontalieri, unico vero danno e distruzione. Restate a casa vostra!". Il consigliere comunale leghista di Lugano Omar Wicht non le ha mandate a dire e ha sparato a zero contro i lavoratori da oltreconfine - tutti, nessuno escluso - in uno stringato post su Facebook che in poche ore ha raccolto decine e decine di 'like' e commenti. Come prevedibile il popolo della rete si è diviso tra chi ne ribadisce la necessità per l'economia ticinese e invita a non generalizzare e chi invece dà ragione a Wicht.
"Chi li assume è un perdente di principio (...) quel che concerne loro non mi riguarda (...) e chi li assume avrà la sua punizione", ha rincarato il leghista. E ancora: "Fosse per me costruirei un muro a Como e uno a Varese, li lascerei vivere e lavorare nella loro terra". Qualcuno gli ha fatto notare di aver ammesso di andare a far la spesa proprio oltreconfine, ma per Wicht la differenza sta nel fatto che i frontalieri avrebbero un altro atteggiamento rispetto al suo comportandosi, citiamo, "da mele marce del sistema (accettando paghe da dumping e sbeffeggiando i ticinesi)".
"Do soldi all’economia italiana, non vado ad impoverirla e non ne parlo male - ha ribattuto - (I frontalieri) li sentì parlare al bar, nelle salette pause pranzo, parlano male e sfottono noi ticinesi, sono degli ingrati e oltretutto oltre a danneggiare le nostre vite e i nostri figli ci sbeffeggiano".
D'Urso: "Fossi leghista mi inca**erei"
Lo sfogo di Wicht non è passato inosservato al candidato PS al Gran Consiglio Mirko D'Urso, che ha pubblicato un video di replica su Facebook. "Sai perfettamente anche tu che il problema è più complesso: senza di loro il Ticino si bloccherebbe, che piaccia o meno", gli ha fatto notare il direttore del MAT.
"Il problema sono i datori di lavoro - ha proseguito - Se fossi un elettore leghista sarei inca**ato nero perchè in 8 anni non è stato fatto nulla, e non si venga a dire che è colpa della sinistra che non ha nessun tipo di potere decisionale in tal senso".
"Il mio sfogo, è solo la voce del 80 percento del popolo ticinese che è stufo di fare fatica in tutti i sensi - ha controribattuto Wicht - Fidati che non è normale che in Ticino un lavoratore su due a momenti è frontaliere. Non possiamo permettere a 20-25-30mila persone di restare senza dignità in Ticino e vedersi “fo**ere” il lavoro anche in metodi sleali. Sul fatto dei datori di lavoro, non mi delineo perché ti ripeto: ognuno è complice delle proprie azioni, un domani non reclamino se nessuno compra più nei negozi o non va più al ristorante a Lugano. Hai già visto un frontaliere a cena a Lugano? O un frontaliere che compra un pullover al Balmelli?"
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