
Come prevedibile non si sono fatte attendere le reazioni, perlopiù indignate, alla proposta avanzata oggi dal socialista Cédric Wermuth di far diventare l'albanese e il serbo-croato lingue nazionali svizzere. Inutile dirlo, da destra è arrivato un vero e proprio fuoco di fila all’indirizzo del consigliere nazionale argoviese.
Anche il collega in Parlamento Marco Romano (PPD) ha voluto prendere posizione sul tema e ha affidato a Facebook la sua riflessione: "Comincia a imparare l'italiano! - è il 'consiglio' rivolto al parlamentare socialista".
Per Romano si tratta di "provocazioni che lasciano il tempo che trovano", che portano però alla ribalta un problema ben più ampio: "Il plurilinguismo svizzero sta vivendo una fase difficile. Non tanto per la sinistra che cerca visibilità con provocazioni estive, ma più per la destra nazionalista (UDC) che, oggi si scandalizza, ma poi impone lo svizzero tedesco in ogni angolo del Paese: l'italiano l'hanno già cancellato, il francese lo stanno dimenticando! La Svizzera ha tanto da imparare dal Ticino e dai Ticinesi che le lingue le rispettano e imparano".
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