
Una due giorni per discutere sui temi legati alla cannabis in un ambiente di festa. L’Associazione Cannabis Ricreativa Ticino (ACRT) si prepara ai Weed Days.
Secondo gli organizzatori, la festa prevista il 17 e il 18 luglio sul Monte Ceneri che vedrà fra gli altri la partecipazione di Ignazio Cassis e Werner Nussbaumer, offrirà la possibilità di conoscere l’Associazione e affacciarsi al tema della regolamentazione della canapa con un occhio di riguardo anche per il discorso prevenzione. “Vogliamo coinvolgere la società e rilanciare il discorso cannabis – ci spiega il coordinatore di ACRT, Jonathan Zufolo. I Weed Days saranno un binomio fra cultura e svago. Ci saranno workshop e dibattiti ma anche momenti di musica. Un altro aspetto importante sarà la prevenzione. Ci sarà Radix che aiuterà a capire gli effetti delle sostanze e come evitare comportamenti dannosi per la salute. Vogliamo informare e far conoscere la sostanza e tutto il mondo che la circonda. Abbiamo invitato anche Ugo Cancelli, ma lui ha detto che la nostra è una causa persa.” Il presidente di Besso Pulita smentisce di aver ricevuto qualsiasi invito dagli organizzatore così come di essere stato contattato: "Sono aperto al confronto e se avessimo ricevuto un invito magari avremmo anche partecipato. Così non è stato. Non accettiamo di essere presi in giro, non daremo più credito a queste persone".
È di ieri la notizia che 218 parlamentari italiani hanno sottoscritto la proposta di legge per la legalizzazione della cannabis declinata in tre punti:La possibilità di tenere in tasca 5 grammi di cannabis e una scorta di 15 grammi a casa, senza alcuna comunicazione alle autorità; La possibilità di coltivare fino ad un massimo di 5 piante di sesso femminile con il solo vincolo di annunciarlo all’Ufficio dei Monopoli; L’apertura di cannabis social club che si occuperanno di coltivare le piante di chi vuole consumare.
La proposta di legge prevede regole sulla vendita e sulla coltivazione. Come sul consumo in luoghi pubblici che resterebbe vietato e sanzionabile. In Italia, in ogni caso, qualcosa sta cambiando, il Ticino è pronto ad affrontare il tema?
“Nel 2001 avevamo un modello che non andava bene – ci spiega Zufolo – era una liberalizzazione. Oggi la popolazione è disposta al cambiamento. Il principio, l’idea del consumo, è condiviso da tanti. Sono le modalità che devono essere chiarite. Noi siamo per una regolamentazione. Bisogna mettere delle regole in tutto il sistema: dalla coltivazione, allo stoccaggio, al trasporto, fino alla vendita e al consumo. Noi abbiamo previsto tre modalità. La prima riguarda l’autoproduzione: chi si coltiva le proprie piante dovrà dichiarare quanta canapa produce; c’è poi l’alternativa di cedere il proprio diritto ad una terza persona per coltivare canapa, anche qui bisognerà dichiararlo; infine c’è la proposta di aprire dei cannabis social club in cui il consumatore va a dichiarare quanto consuma e il cannabis social club produce la canapa che serve. Non ci sarà importazione e esportazione e anche a livello fiscale tutto dovrà essere regolamentato. Lo scopo di questi club è anche fare una prevenzione diretta sul consumatore. Il ruolo giocato dai cannabis social club potrebbe essere molto interessante perché se un membro arriva e dice di consumare molto si può intervenire con la prevenzione valutando attività che permettano di avere comportamenti problematici. In Spagna è un modello che funziona, ed è importante perché si può raggiungere il consumatore e intervenire in maniera diretta su di lui. Noi riconosciamo che anche con la canapa esista un uso problematico. È pur sempre una sostanza stupefacente, come l’alcol o i farmaci, e va usata in modo corretto”.
Torniamo alla manifestazione, una sorta di seconda edizione, in cui pare chiaro verrà consumata della canapa, non temete di avere problemi con le autorità?
“L’anno scorso c’erano 400 persone e non c’è stato nessun problema. Quest’anno speriamo di portare sul Ceneri almeno un migliaio di persone, proprio perché vogliamo far conoscere la nostra associazione. Dal Comune abbiamo ricevuto il permesso per la manifestazione. Sarà una festa privata. Abbiamo comunicato ai partecipanti di portare con sé meno di dieci grammi (L’ Articolo 19b della Legge federale sugli stupefacenti afferma che “Chiunque prepara un'esigua quantità di stupefacenti soltanto per il proprio consumo o ne fornisce gratuitamente un'esigua quantità a una persona di età superiore ai 18 anni per renderne possibile il simultaneo consumo in comune non è punibile”). Abbiamo organizzato dei bus navetta, un camping gratuito e invitato la gente a non venire con la propria automobile proprio per veicolare un messaggio sulla sicurezza. A livello legale una persona non può guidare sotto effetto di sostanze e noi non vogliamo che chi ha fumato prenda la macchina. Un ultimo invito è stato quello di non portare altre sostanze al di fuori della canapa.”
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