
Hanno suonato il campanello del negozio. Per entrare occorre infatti annunciarsi. E una volta entrati hanno dapprima minacciato la commessa con le armi e poi - dall’interno del negozio - per evitare che scattasse il sistema d’allarme, hanno infranto la vetrina. In seguito, servendosi a piene mani, si sono impossessati di numerosi orologi di grande valore - sia nuovi che antichi - per un importo complessivo che il proprietario stima stamane in una cifra superiore ai 200 mila franchi. Ed infine si sono dati alla fuga, dapprima con un'auto rubata a Locarno - abbandonata a Loreto - e poi con una seconda vettura con targhe zurighesi.Altro particolare, e citiamo sempre la Regione Ticino, uno dei tre rapinatori si sarebbe espresso in italiano. E ciò fa supporre che i tre malviventi siano della vicina penisola. Tre professionisti del crimine, visto il piano studiato nei minimi dettagli.In tutto il Cantone e alle dogane ieri sono scattati i blocchi di polizia, che hanno creato diversi disagi al traffico, ma che non hanno tuttavia permesso di scovare i tre malviventi in fuga. "Sul fronte della ricerca nessuna novità", ci ha confermato stamane la Polcantonale.
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