
Singolare vicenda quella approdata negli scorsi giorni al Tribunale federale (TF) a Losanna. Due settimane fa i giudici losannesi si sono infatti chianti sul ricorso di un ticinese che nel settembre del 2015 aveva inviato uno scritto all'allora Procuratore generale John Noseda intitolato "analisi delle querele penali presentate nel 2015 e osservazioni allo scritto della Polizia del 7.8.2015", ovvero un’analisi critica dell’operato dei magistrati.
Con reclamo del 25 giugno 2018 il richiedente si è rivolto alla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello (CRP) adducendo che il PG non avrebbe dato seguito allo scritto. Un mese dopo la Corte, assunte le necessarie informazioni presso l'attuale PG - il quale ha indicato che allo scritto era stato risposto con invio del 23 febbraio 2016 indicante che eventuali reclami contro l'operato di magistrati avrebbero dovuti essere inoltrati alle autorità ricorsuali competenti - ha respinto il reclamo. Il ricorrente si era così rivolto al TF chiedendo, in sostanza, la ricusa del presidente della CRP, di giudici e cancellieri del Tribunale federale e l'assegnazione di un risarcimento per lesione della personalità e per torto morale.
Nella sua sentenza del 13 settembre scorso la Corte federale ha bacchettato il ricorrente che, citiamo, “si diffonde in maniera inutilmente prolissa e inammissibile su pretesi motivi di ricusa nei confronti del Presidente della CRP”. L’uomo ha pure postulato la ricusa di giudici e di cancellieri del Tribunale federale, "insistendo, a torto, sul fatto che nel quadro di precedenti procedure gli era stato chiesto il versamento di anticipi a garanzia delle spese giudiziarie presunte". Del resto, ha replicato la Corte, "nulla gli impedisce di chiedere d'essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria". Ma soprattutto, “le criticate richieste di anticipi chiaramente non fondano alcun motivo di ricusazione, né il semplice fatto che nel quadro di cause anteriori, alle quali hanno partecipato i giudici e i cancellieri ricusati, i suoi ricorsi sono stati respinti o dichiarati inammissibili”.
Circa il merito della vertenza, invece, il giudici di Mon Repos hanno concluso che “la CRP ha trattato correttamente il reclamo del ricorrente” e, di conseguenza, respinto il ricorso.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

