
Il trucchetto non è nuovo, non è neppure originale, eppure torna regolarmente in auge.
Stavolta però c'è addirittura di mezzo la Confederazione svizzera. O almeno il suo logo.
Quello di cui si fregia una società di Ginevra nella sua corrispondenza con i cercatori di impiego provenienti dall'Italia, cui abbiamo avuto accesso grazie a una nostra lettrice residente poco oltre il confine.
La società in questione propone, tramite annunci su vari portali italiani, degli impieghi come addetti alle pulizie negli ospedali svizzeri, con salario minimo di 25,24 franchi all'ora.
Mica male, coi tempi che corrono. E quindi le candidature, compresa quella della nostra lettrice, affluiscono in massa, comprensibilmente.
A coloro che vengono selezionati per l'assunzione, viene poi consegnato un formulario, con intestazione dell'Amministrazione federale, chiamato "Lettera pre-assuntiva a tempo determinato".
Nel testo si precisa che "la presente lettera di impegno pre-assuntiva è uno strumento giuridico che sostituisce in via provvisoria la lettera d'assunzione".
"Confermiamo la disponibilità della nostra azienda ad assumerla ed abbiamo unicamente posticipato alla sottoscrizione del contratto, la data di inizio della prestazione lavorativa, la stessa è da considerarsi come lettera d'assunzione vera e propria e non più come lettera di impegno" si legge ancora nella lettera. "Pertanto, è un documento mediante il quale le parti si vincolano a procedere alla successiva formalizzazione del rapporto di lavoro."
Poi arriva il tasto dolente: "Costi a carico del lavoratore".
Viene spiegato che per ottenere l'impiego occorre frequentare un "Corso sicurezza per lavoratori delle imprese di pulizia", incentrato "sull'uso di agenti chimici pericolosi".
Ricordiamo che il posto di lavoro proposto è in un ospedale.
L'assunzione, si legge ancora, "potrà aver corso solo successivamente alla presentazione del corso sicurezza".
Un corso da pagare in anticipo, su un conto della Raiffeisen Bank in Romania.
Versamento che la nostra lettrice avrebbe anche fatto, se non fosse che, effettuando una breve ricerca su internet, si è accorta che l'azienda ginevrina in questione è stata dichiarata fallita già lo scorso 14 luglio.
Se non esiste più, non si capisce quali posti di lavoro sia in grado di offrire.
La signora ha quindi deciso di rivolgersi ai sindacati.
L’OCST ha preso subito sul serio il suo racconto e, dopo le opportune verifiche, ha deciso di inviare una segnalazione al Ministero pubblico della Confederazione.
"Tenuto conto dell'uso abusivo del simbolo della Confederazione, gli organizzatori di questa ricerca di posti di lavoro in maniera astuta cercano di favorire il versamento di svariate centinaia di franchi da parte delle povere vittime" afferma il sindacalista OCST Giorgio Fonio. "Benché appaia il simbolo della Confederazione, lo scritto rinvia sorprendentemente a disposizioni legali italiane."
L'OCST ritiene che, oltre alla possibile infrazione relativa alla tutela dei simboli statali, ci potrebbe essere a monte una truffa internazionale.
“È triste vedere, ancora una volta, come il mondo sia pieno di sciacalli pronti ad approfittare delle persone più deboli, quelle che cercano disperatamente un lavoro” aggiunge Fonio. “Da parte nostra non possiamo far altro che invitare i cittadini a segnalarci ogni offerta di lavoro sospetta. La denuncia è l’unico modo per fermare questi sfruttatori di disgrazie altrui.”
AS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

