
"Per potermi operare mi hanno chiesto un anticipo di 1'800 franchi". Ha fatto parecchio discutere lo sfogo via social di un paziente ticinese che si è sottoposto a due interventi alla cataratta presso la Clinica Santa Chiara di Locarno.
Gli atti medici si sono svolti correttamente, ma quello che ha lasciato basito l'uomo è la procedura amministrativa dell'istituto locarnese. La mattina precedente al secondo intervento il paziente ha infatti ricevuto una telefonata dalla clinica, che pretendeva il pagamento anticipato dell'intervento: "Se lei domani vuol essere operato ci deve anticipare fr. 1'800. -- per il costo dell'intervento" è stato il tono della richiesta.
La spiegazione che riceve è alquanto sconcertante: il problema sarebbe dovuto a un contenzioso con la cassa malati, l'Helsana, da cui non riceve i pagamenti degli interventi. Il paziente chiama allora la cassa malati per avere delucidazioni in merito, la quale conferma il contenzioso. Le operazioni di cataratta sarebbero troppo care rispetto al resto del Ticino ed Helsana vuole prima conoscerne il motivo. Tramite una lettera, Helsana precisa comunque che la Clinica non ha nessun diritto di richiedere un acconto al paziente.
Per evitare storie l'uomo, un pensionato, decide comunque di farsi prestare i soldi e si presenta l'indomani presso la Clinica, consegnando il denaro e la lettera della cassa malati, che viene ignorata. Al momento di entrare in sala operatoria, un dipendente dell'amministrazione si avvicina però al signore per fargli un'ulteriore richiesta: "Mi ha chiesto se avevo con me la carta di credito per pagare l’acconto di 1'800 franchi della prima operazione, che si erano dimenticati di richiedere".
Il paziente si rifiuta di pagare, ma gli viene consegnata una cedola di versamento e gli viene chiesto di pagare nei prossimi giorni. Un agire che, come detto, ha lasciato basito il paziente.
La replica della struttura locarnese: "Uno scoperto di oltre 250mila franchi"
Dal canto suo la clinica conferma che, per i soli pazienti assicurati presso Helsana e per le sole prestazioni/operazioni di oftalmologia ambulatoriali, "si è vista costretta, suo malgrado, ad introdurre il pagamento anticipato" si legge in una nota diramata in serata. "Questo perché le prestazioni oftalmologiche non vengono indistintamente più pagate, nemmeno le prestazioni non contestate da Helsana, a partire da giugno 2018". Lo scoperto, sottolinea la Clinica, ha ormai sorpassato "di gran lunga il quarto di milione di franchi".
L’alternativa, che la Clinica non vuole assolutamente mettere in atto, sarebbe stata quella di "impedire completamente l’accesso alle prestazioni oftalmologiche a pazienti assicurati presso l’Helsana che, ripetiamo e ribadiamo, è l’unica cassa malati con cui abbiamo problemi di questo tipo, nonostante la nostra fatturazione sia identica per tutte le altre casse malati concorrenti" conclude la nota.
La clinica sotto la lente di Helsana
Lo scorso giugno, lo ricordiamo, il Blick aveva riferito di un’offensiva delle casse malattia svizzere contro le fatturazioni errate o gonfiate da parte di medici e ospedali. Il fenomeno, emerso già a inizio anno grazie a Le Matin Dimanche, comporterebbe un aggravio da ben ottanta milioni di franchi per chi paga i premi. Helsana, ad esempio, ha affidato ad analisti il compito di controllare tutte le fatture per scovare eventuali errori o abusi. Il foglio zurighese aveva citato il caso di una clinica oculistica che avrebbe fatturato a Helsana 1,5 milioni in eccesso, in particolare per operazioni alla cataratta. Sotto la lente dell'assicuratore malattia è finito proprio questo tipo di operazioni. I ritardi nei pagamenti sono dunque dovuti alle operazioni di controllo delle fatture.
Da noi contattata, Helsana non ha nascoso "alcune problematiche" nella collaborazione con la clinica ticinese. Per quanto riguarda il caso specifico, l'assicuratore malattia non può entrare nel merito, ma sottolinea la necessità di eseguire i controlli. "In qualità di assicuratore malattia, il nostro ruolo legale include il monitoraggio delle fatture dei fornitori di prestazioni e la limitazione di quelle che non sono economiche, efficienti ed appropriate" spiega la portavoce Dragana Glavic. "Nel caso degli interventi di cataratta, abbiamo notato grosse differenze di prezzo tra i vari fornitori di prestazioni".
"Legalmente non è possibile riconoscere tariffe diverse per trattamenti identici" prosegue Glavic. "Questo nell’interesse degli assicurati, ma anche per garantire equità a livello di fornitori di prestazioni. In questo senso sono state negoziate tariffe forfettarie con la maggior parte degli oftalmologi". Insomma, per Helsana i costi delle operazioni della Santa Chiara superano largamente il forfait calcolato per questo tipo di intervento.
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