Cerca e trova immobili
Ticino
Votazioni, le reazioni della stampa ticinese
© CdT/Chiara Zocchetti
© CdT/Chiara Zocchetti
Thomas Schürch
3 anni fa
I due quotidiani ticinesi, nei rispettivi editoriali, hanno dato ampio spazio all’esito della votazione sulla Legge sul clima, ribadendo l’importanza del “sì” espresso dal popolo svizzero.

“Un segnale importante”. Così il direttore del Corriere del Ticino Paride Pelli giudica, nel suo editoriale all’indomani delle votazioni, il “sì” espresso dal popolo svizzero in favore della Legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli). Questo voto, infatti, “responsabilizza le istituzioni, le imprese e i cittadini”.

L’importanza di agire

Secondo Pelli, il fatto che altri Paesi non agiscano per ridurre le loro emissioni o lo facciano lentamente, non costituisce un motivo valido per la Svizzera per rimanere “bloccata”. Svizzera che, in virtù della sua storia, “deve sempre cercare di dare l’esempio, di risultare un modello anche in periodi complicati e difficili come quello che stiamo attraversando”.  E questo nonostante il nostro Paese contribuisca solo allo 0,1% delle emissioni globali di CO2. Se poi non riusciremo a dare l’esempio “avremo comunque un’aria più pulita”.

“Un progetto snello e ragionevole”

Ampio spazio alla LoCli viene dato anche sulle pagine de laRegione. “Il progetto approvato ieri alle urne è snello, comprensibile e ragionevole: non mette alle strette i proprietari immobiliari e disegna per le aziende un orizzonte preciso verso il quale orientare la pianificazione degli investimenti”, scrive Stefano Guerra, secondo cui vengono fissati degli obiettivi “ambiziosi, ma non campati per aria”.

“Finora non siamo stati particolarmente virtuosi”

L’editoriale sul foglio bellinzonese contiene anche una leggera “tirata d’orecchie” alla Svizzera, perché se è vero che siamo i primi al mondo a confermare i propri obiettivi climatici in una votazione popolare “non si può certo dire che finora siamo stati particolarmente virtuosi. Negli ultimi 30 anni la Svizzera ha ridotto solo del 20% circa le emissioni di gas serra”. Per azzerarle entro il 2050 “occorre un cambiamento di passo”. Obiettivi vincolanti e sussidi miliardari “serviranno a poco se non saranno seguiti da misure concrete e più incisive”.

 

I tag di questo articolo