
Tante i temi in votazione oggi, due a livello federale e tre a livello cantonale. In Svizzera si votava per il matrimonio per tutti e per la cosiddetta iniziativa del 99%. La prima, sicuramente la più chiacchierata, è stata approvata dal 64% degli elettori, ottenendo però un riscontro più tiepido nel nostro cantone che, insieme all’Appenzello Interno, ha ottenuto la percentuale di approvazione più bassa. La seconda iniziativa, promossa dalla Gioventù socialista, è invece stata respinta dalla maggior parte dei cantoni.
In Ticino invece si votava sul referendum finanziario obbligatorio, bocciato dal 58,2% dei votanti, mentre è stato per contro approvato il controprogetto proposto dal Gran Consiglio. Altro oggetto di votazione è stata l’iniziativa sulla legittima difesa, approvata dalla popolazione, ultima fatica di Giorgio Ghiringhelli, che dopo questa vittoria decide di ritirarsi dalla scena politica. Ed infine l’iniziativa contro le pigioni abusive, bocciata dal 54,9% dei votanti.

Matrimonio per tutti, tra festeggiamenti e delusione
Grande festa al Vecchio Torchio di Viganello, dove i promotori dell’iniziativa hanno festeggiato la vittoria del sì, e dove è pure stato possibile assistere ad una proposta di matrimonio di una ragazza alla sua compagna che ha poi dichiarato “Per una volta non mi sento diversa“.
Federico De Angelis, coordinatore di Imbarco Immediato si è espresso così ai microfoni del Teleticino: “È una giornata storica per tutto il paese, e noi abbiamo lottato anche per eventi come quello di oggi, per non avere coppie di serie b ma solo uguaglianza di diritti e di amore. Fino ad oggi ci sentivamo diversi, perché nonostante ci fosse comunque l’unione domestica registrata c’erano delle differenze notevoli e con questo voto si appianano queste divergenze.“
Interpellata sul posto anche la coordinatrice del comitato Matrimonio per tutti, Lisa Boscolo. “Negli ultimi giorni non ho dormito sonni tranquilli, non mi aspettavo una vittoria del sì anche in Ticino. Era l’unico cantone in cui avevamo seri dubbi che il sì passasse“. Interrogata sull’altro elemento contenuto nell’iniziativa, ossia quello legato all’accesso alla medicina riproduttiva per le coppie lesbiche, Boscolo ha affermato che “le persone che erano scettiche su questa tematica lo erano in generale, e non solo per le coppie lesbiche, e noi abbiamo insistito molto sul fatto che le coppie arcobaleno sono già una realtà in Svizzera, e queste vanno tutelate come tutte le coppie“.
Per la fazione opposta è stato invece contattato Edo Pellegrini, membro del comitato No matrimonio per tutti. “Non sono sorpreso, dal momento che ormai i sondaggi erano chiari che sarebbe servito un miracolo per sovvertire il voto, anche se ovviamente siamo delusi. Riteniamo che il risultato di oggi non sia un bene per la società ma d’altronde il popolo ha deciso.”
“È stata approvata la donazione di sperma alla coppie lesbiche“ prosegue Pellegrini “creando così una disparità con le coppie maschili, e il nostro timore è che a questo punto si avanzino altre richieste come la maternità surrogata e l’utero in affitto”. Pronta la risposta della Boscolo “Vorrei ancora ricordare che non è l’orientamento dei genitori ad influire sulla crescita del bambino o bambina, e ci sono studi scientifici che lo dimostrano. In questa votazione non riguardava l’utero in affitto e non era assolutamente questa la nostra rivendicazione.“
Pellegrini ha voluto puntualizzare che “non è vero che tutti gli studi scientifici dicono che i bambini cresciuti da coppie omosessuali abbiano le stesse possibilità e lo stesso trattamento, come lo confermano i dubbi espressi dall’accademia francese di medicina.“
Raggiunto dai microfoni di Teleticino anche Alex Farinelli, consigliere nazionale PLR che si è speso in prima linea per questa iniziativa. “Sicuramente il risultato a livello federale è molto soddisfacente, andando anche oltre le aspettative. Certo dispiace un po’ che il mio cantone sia tra quelli con la percentuale più bassa. Questo secondo me è stato causato da due fattori: uno culturale, visto che su queste tematiche c’è una sensibilità diversa e più prudente, e poi forse la campagna ticinese è stata più improntata sul no rispetto al resto della Svizzera.”
Ed infine sul fronte opposto ecco la reazione di Piero Marchesi, consigliere nazionale UDC. “È un risultato che riflette i sondaggi, ed è la naturale evoluzione di quanto avvenuto in parlamento federale dove il voto contrario è stato praticamente solo dell’UDC e qualche membro del PPD.”
“Chiaramente si sperava almeno nel nostro cantone di avere un no ma anche in quel caso non avrebbe cambiato nulla su scala nazionale. Di fatto però è la donazione di sperma che ci ha messo contro questo progetto, perché se l’iniziativa avesse riguardato unicamente il matrimonio mi sarei anche potuto dire favorevole. Bisogna cercare comunque di arrestare una certa deriva che si rischia di prendere, ossia quella di ulteriori richieste in ambito della medicina riproduttiva.”

Spazzata via l’iniziativa del 99%
L’iniziativa della GISO che proponeva di tassare maggiormente il capitale per sgravare i salariati, ed è stata rifiutata dal 64,8%, venendo al contempo rifiutata da tutti i cantoni, dal momento che per essere approvata l’iniziativa necessitava anche della maggioranza dei cantoni. In Ticino è stata respinta con il 65,5% dei no.
Su questo risultato si è espresso Yannick Demaria, di Gioventù Socialista Ticino.
“Ci aspettavamo questo risultato, soprattutto quando abbiamo visto i mezzi finanziari messi in campo dagli oppositori”. “Si è sempre sentito definire estrema e utopica questa iniziativa” continua Demaria “Questa iniziativa era sicuramente incisiva, mentre estreme sono le condizioni in cui versano molti salariati. Quindi continueremo certamente a lottare”
Sul versante opposto si è espresso invece il presidente dell’UDC, Marco Chiesa. “Si trattava di un’iniziativa assolutamente improponibile,” ha dichiarato ai microfoni di Teleticino “ed è arrivato il momento per la sinistra più radicale di capire che certe iniziative, che non hanno nessun senso, non devono essere portate davanti al popolo. Perché in Svizzera ci sono tassazioni che sono proporzionali e progressive sui redditi e sui capitali, e quindi la redistribuzione funziona. Questo lo dimostrano anche le relazioni con gli altri paesi. Abbiamo bisogno di una piazza forte, che permetta alle aziende di reinvestire per creare posti di lavoro con dei salari interessanti. Se fosse passata questa iniziativa sarebbe stata una catastrofe per le aziende familiari e le start-up, perché queste realtà hanno bisogno di capitale, e tassando questo capitale avremmo solo messo in difficoltà il nostro paese.”
Referendum finanziario obbligatorio, uno strumento importante
Passiamo infine alle reazioni su uno dei temi cantonali, ossia quello sul referendum finanziario obbligatorio, rifiutato dalla popolazione ma per il quale è stato approvato il controprogetto proposto dal Gran Consiglio. Cosa cambia? La legge prevede che alcune spese approvate dal Gran Consiglio potrebbero dover passare dal voto. Questo riguarderebbe le spese superiori a 30 milioni una tantum o 6 milioni all’anno per quattro anni, ma a differenza di quanto proposto inizialmente nell’iniziativa, questo non sarà automatico. Perché questo avvenga servirà che questo venga richiesto da un terzo dei deputati in Gran Consiglio, che dovranno essere almeno venticinque.
Sull’esito di questa votazione si è stato raggiunto Sergio Morisoli, capogruppo UDC. “ È un risultato doppiamente positivo, perché entriamo nella storia come diciannovesimo cantone a scrivere nella costituzione un principio di cura della spesa. Inoltre il controprogetto è praticamente farina del sacco del gruppo UDC in gran consiglio.
“Diciotto cantoni hanno un automatismo, ma a noi interessa che il popolo possa votare. Questo strumento è necessario per cambiare comportamento di fronte alla spesa, non è uno strumento di risparmi, ma farò cambiare la mentalità dell’amministrazione davanti a certi progetti e ai suoi costi.”
Sull’altro fronte è stato invece interpellato il direttore del DFE Christian Vitta. “Innanzitutto prendiamo atto del fatto che il popolo ha seguito la linea proposta dal governo respingendo l’iniziativa. Il controprogetto è stato un compromesso a disposizione del parlamento. È quindi uno strumento da poter utilizzare di fronte a nuovi progetti e nuove spese, immagino che in futuro la popolazione verrà chiamata alle urne per quei crediti controversi, ma ciò potrebbe allungare i tempi di parecchio, perciò auspico che non venga usato eccessivamente.”
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