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Ticino
Vota due volte: 400 franchi di multa
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Redazione
9 anni fa
Il TPF ha condannato un giornalista, colpevole di frode elettorale. "Non è necessario un falsamento del risultato"

Non è ancora noto l'ammontare della multa che rischia la cittadina che ha votato due volte in occasione delle ultime elezioni comunali di Paradiso (vedi articoli suggeriti), ma nel frattempo, ieri, il Tribunale penale federale di Bellinzona ha condannato un giornalista della RTS per un fatto analogo avvenuto durante le votazioni cantonali e federali dell’8 marzo 2015.

In seguito ad un trasloco dalla Francia alla Svizzera, l’imputato, giornalista di professione, ha ricevuto due volte il materiale di voto per le votazioni. Il materiale in questione gli è stato inviato sia al suo indirizzo in Francia, in qualità di svizzero residente all’estero, sia al suo indirizzo in Svizzera, in qualità di svizzero residente in Svizzera. Martedì 3 marzo 2015, a distanza di 5 minuti, l’imputato ha prima votato per via elettronica mediante il codice che gli era stato trasmesso in Svizzera e poi con quello inviatogli in Francia. Nessun messaggio di blocco o di allerta è apparso durante tali operazioni. Lunedì 9 marzo 2015 il canale televisivo RTS 1 ha diffuso un servizio di circa 2 minuti cofirmato dall’imputato.

Il Tribunale penale federale ha ritenuto i fatti costitutivi di frode elettorale ai sensi dell’art. 282 del Codice penale, condannando l’imputato a una pena pecuniaria di due aliquote giornaliere (per un totale di 400 franchi) con la condizionale. Tale disposizione punisce l’atto con il quale una persona partecipa senza diritto ad una elezione o ad una votazione. L’infrazione è consumata con la partecipazione non autorizzata, non essendo un falsamento dei risultati necessario. Siccome la commissione dell’infrazione non era pertinente nel quadro dell’inchiesta giornalistica, la condanna dell’imputato non entra in conflitto né con il diritto d’informazione dell’imputato né con il diritto del pubblico all’informazione.

La RTS ha comunicato di non aver ancora preso una decisione, ma "si rammarica di una sentenza che limita il diritto dei media a informare il pubblico e ostacola il lavoro di inchiesta giornalistica". "Dimostrando una falla nel sistema di voto elettronico ginevrino, il giornalista ha svelato un problema che presenta un interesse pubblico maggiore", sottolinea la RTS.

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