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Ticino
"Volevano rapinare un portavalori"
"Volevano rapinare un portavalori"
"Volevano rapinare un portavalori"
Redazione
11 anni fa
Ecco i dettagli del colpo che volevano mettere a segno i sei malviventi fermati oggi a Castelrotto

Volevano colpire un portavalori, e i malviventi erano pronti ad entare in azione con due autovetture, un'Audi, una Bmw e un furgone Fiat Ducato Bianco. Questi i primi dettagli svelati oggi dalle forze dell'ordine nella conferenza stampa organizzata per far luce sull'operazione di Polizia avvenuta a Castelrotto e che ha portato all'arresto di sei malviventi.

L'operazione denominata Duomo, in atto da alcuni giorni e pianificata fin nei minimi dettagli, è nata grazie ad un'informazione giunta dalla Polizia di Stato italiana, che da tempo seguiva l'operato dei malviventi con numerosi precedenti penali in Italia per reati violenti legati a rapine. Dei professionisti del crimine, che non avrebbero esitato ad aprire il fuoco pur di raggiungere il loro fine.

La Polizia Cantonale ha avuto 60 ore a disposizione per preparare nei minimi dettagli l'operazione. Gli uomini intervenuti sono stati in tutto 160.

In merito invece al colpo di arma da fuoco udito da alcuni abitanti questa mattina; la Polizia ha sottolineato che nonostante ci fossero molte armi e pistole sul luogo dell'operazione, nessuno colpo è stato sparato. Quello udito era il suono di una granata "diversiva" per distrarre i malviventi durante l'operazione. 

Infine è stato evidenziato ancora una volta come la collaborazione tra le forze dell'ordine operanti in Ticino e gli inquirenti italiani ha portato ad un ottimo risultato permettendo di arrestare dei pericolosi malviventi attivi a livello transfrontaliero.

Al vertice di oggi organizzato a Chiasso hanno partecipato il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il Primo Dirigente della Polizia di Stato italiana Alessandro Giuliano.

L’inchiesta è coordinata dal Procuratore pubblico Nicola Respini.

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