
Il Comitato per il No alla “Protezione giuridica degli animali” invita i ticinesi che ancora non hanno deciso come votare su questo oggetto il 12 febbraio a consultare la Legge federale del 2008 sulla protezione degli animali, "un trattato di antropologia zoologica che nemmeno Noè al momento di caricare le specie viventi sulla sua arca avrebbe saputo redigere e che probabilmente non trova eguali al mondo, e la relativa ordinanza".
"Ordinanza composta da ben 226 articoli che regolamentano nel minimo dettaglio ogni elemento relativo al rapporto tra uomo e animali sul piano del trattamento, della gestione, dell’allevamento, dell’addestramento, della pesca, della caccia, dell’utilizzo a scopo di lavoro…", si legge in un comunicato diramato oggi. "Che si tratti di cani, gatti, cervi, lama, alpaca, yak, conigli domestici, volatili e piccioni, dai canarini ai pappagalli ai rapaci, animali da reddito come polli, suini, bovini, struzzi, pesci e quant’altro, oppure (e non stiamo scherzando!) di marsupiali, ornitorinchi, armadilli, formichieri, bradipi, pinguini, pellicani, trampolieri, fenicotteri, gru, o pesci che, in libertà, raggiungono una lunghezza superiore a 1 metro, eccettuate le specie indigene menzionate nella legislazione sulla pesca, come squali e razze… Nelle Legge federale c’è di tutto e di più".
"Di fronte a questi fatti incontrovertibili sfidiamo chiunque a sostenere che la Svizzera non dispone già di tutti gli strumenti necessari a perseguire chiunque non rispetti qualsiasi forma di vita che esula dall’universo umano. Sosteniamo e difendiamo anche noi i diritti degli animali: “Nessuno ha il diritto di infliggere ingiustificatamente dolori, sofferenze o lesioni a un animale, porlo in stato d’ansietà o ledere in altro modo la sua dignità. È vietato maltrattare e trascurare gli animali o affaticarli inutilmente”. Questo è il “preambolo” su cui si fondano le leggi esistenti, che vengono applicate in ogni cantone svizzero, Ticino compreso, con sanzioni che vanno dal piano amministrativo a quello penale".
"Un preambolo che il nostro Comitato condivide e s’impegna a difendere e a rispettare, ricordandone i sacrosanti principi a tutti i membri delle associazioni che lo compongono. In Svizzera oltre 1.900 procedimenti penali per maltrattamento degli animali Le statistiche federali ci dicono che in Svizzera nel 2015 sono stati aperti oltre 1.900 procedimenti penali per maltrattamento di animali, quasi 500 in più rispetto a due anni prima, il che significa che la sensibilità è aumentata e che le leggi vengono applicate alla lettera. Oltre 1.700 casi sono sfociati in condanne, pecuniarie o detentive. In Ticino le condanne sono state 52, mentre i procedimenti abbandonati sono stati soltanto 6 e uno solo è terminato con l’assoluzione della persona accusata".
"Nell’ambito della protezione animale, ai procedimenti penali si aggiungono ovviamente i procedimenti amministrativi, che sono ancora più numerosi. Ecco perché Emanuele Besomi (protezione degli animali di Bellinzona) afferma che la legge attuale è già efficace per punire chi viola i diritti degli animali. Vogliamo un’altra caccia alle streghe come quella di Via Sicura?"
Secondo il Comitato l’iniziativa "rischia di sfuggire al controllo democratico e di produrre l’ennesimo mostro burocratico, producendo effetti che oggi non siamo nemmeno in grado di immaginare. Effetti che andranno a colpire le persone nella loro vita quotidiana e nel loro rapporto con gli animali, che siano da compagnia o da reddito".
"Rischia inoltre di scatenare una caccia alle streghe, come sta accadendo purtroppo con Via Sicura che, partita da principi condivisibili, si è trasformata in una legge liberticida che criminalizza sistematicamente gli automobilisti", conclude il comunicato.
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