
La guerra delle antenne telefoniche continua. L'Associazione territori vivibil, che recentemente ha sensibilizzato sia il Dipartimento del territorio che quello della Sanità sulla nocività delle antenne in prossimità delle zone residenziali, ora chiede un incontro con il Consiglio di Stato.
Gli iniziativisti vogliono incontrare il Governo per consegnare una memoria con la bibliografia relativa - citiamo - "alla pericolosità finalizzata all'uso del principio di precauzione nelle esposizioni della popolazione alle onde elettromagnetiche emesse dalle antenne di telefonia mobile", redatta dal ricercatore Fiorenzo Marinelli dell’Istituto di Genetica Molecolare IGM-CNR di Bologna.
Tutto questo alla luce del fatto che il Consiglio di Stato, è in procinto di prendere una decisione sul progetto di revisione del regolamento RORNI presentato dal Direttore del Dipartimento del Territorio Claudio Zali.
Il documento secondo l'Associazione territori vivibili fornisce un dettagliato resoconto delle conoscenze scientifiche attuali. Inoltre gli iniziativisti ritengono che esso possa essere un prezioso contributo per approfondire il tema in oggetto, nonché un aiuto nel valutare più compiutamente i pericoli per la salute dei cittadini, così da prendere una decisione con cognizione di causa.
Ricordiamo che lo scorso mese di giugno l'Associazione di Sonvico ha consegnato al Direttore del Dipartimento del Territorio una petizione sottoscritta, in otto settimane, da 6412 cittadini ticinesi, con la quale si chiedeva l'immediata reintroduzione dell’originaria formulazione dell'art. 5 del Regolamento di applicazione dell'Ordinanza federale sulla protezione da radiazioni non ionizzanti (RORNI), con inasprimento della protezione alle zone sensibili, nonché la reintroduzione del coordinamento cantonale tra autorità ed operatori.
In ultima battuta l'associazione smentisce la notizia apparsa di recente, dove si riferiva di un presunto loro incontro con l’Autorità cantonale.
Christian Fini
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