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Ticino
Vivere con l’ADHD, quando la vitalità diventa iperattività
Redazione
2 anni fa
Questo disturbo rappresenta una sfida non solo per bambini e studenti, ma anche per scuole e famiglie. Ticinonews propone una testimonianza diretta. Ieri il tema è stato dibattuto all’USI in una giornata di conferenze per professionisti e genitori.

Ogni anno in Ticino un centinaio di bambini sono diagnosticati con ADHD, ovvero deficit dell’attenzione e dell’iperattività. Un disturbo che se non trattato può portare a difficoltà che si allargano a tutto il contesto familiare. Ticinonews ha raccolto in proposito la testimonianza di Camilla, mamma di Jason a cui sei anni fa, all’inizio delle elementari, è toccata questa diagnosi. L’avvio delle scuole è spesso il momento critico in questo senso. L’ADHD, un disturbo neuroevolutivo, porta a notevole impulsività e complica il sostenere concentrazione e attenzione. “Arrivato alle elementari, Jason ha avuto delle grandi difficoltà e ci hanno quindi segnalato degli specialisti con cui fare dei test e dei controlli, e grazie al loro supporto siamo riusciti ad aiutarlo”, ci racconta Camilla. “Voglio specificare che Jason non è un bambino diverso, è un bambino che ha comunque dei disagi. E questi ragazzi hanno sì bisogno di tanti strumenti per poter affrontare delle difficoltà ma, ci tengo a sottolineare, non hanno dei limiti e possiedono un grande potenziale”.

“Quando si inizia il percorso diagnostico ci si sente meno soli”

Un grande potenziale che spesso, è vero, si esprime in modi di pensare e agire originali e creativi, ma che se non intercettato per tempo, può portare a gravi difficoltà. E proprio per condividere le proprie storie con professionisti e famiglie, ieri all’USI di Lugano è stata organizzata una giornata dedicata a questo disturbo. “Direi che ci si sente soli non tanto quando arriva la diagnosi, bensì prima, quando c’è il dubbio, il disagio scolastico nell’apprendimento”, spiega Emanuela Di Campli, presidente Associazione DSA e ADHD Ticino. “Nel momento in cui si inizia il percorso diagnostico e si comincia un lavoro più positivo, ci si sente sicuramente meno soli”.

“Specificità che spesso emergono nel mondo professionale”

Un lavoro che è importante iniziare precocemente: in Ticino, spiega la presidente di ADAT, è stato fatto molto negli ultimi anni sia a livello scolastico sia legislativo. Pur rappresentando una sfida, l’ADHD e i Disturbi d’Apprendimento non sono una forma di disabilità intellettiva, e se riconosciuti e trattati possono trasformarsi in veri superpoteri. “Effettivamente sono ragazzi che hanno un pensiero laterale molto sviluppato, possiedono una visione un po’ diversa del ‘problem solving’ e delle situazioni, e quindi hanno delle specificità che poi nel mondo professionale molto spesso emergono”, aggiunge Di Campli. “Sono evidenti ad esempio in ambito sportivo o creativo, oppure in altri settori lavorativi, come ad esempio la comunicazione”.

Ieri all'USI era presente anche il pediatra Valdo Pezzoli, che ci ha aiutato a capire quando si può differenziare fra semplice vivacità e un vero e proprio disturbo. "ADHD è una sigla che riassume tre manifestazioni: una iperattività motoria, una difficoltà di regolare gli impulsi e una difficoltà di attenzione", ci dice Pezzoli. "Facciamo l’esempio di un alunno in terza elementare: il bambino vivace ogni tanto si alza, magari non alza la mano quando dovrebbe, eccetera”. Quando tutte queste cose diventano esagerate, nel senso che il ragazzo si alza in continuazione, si butta per terra, “abbiamo di fronte un bambino che nel suo modo di funzionare fa soffrire in qualche modo gli altri, perché li disturba, ed è disturbato esso stesso”.