
Il Gran Consiglio ha approvato quest'oggi la nuova Legge sulle misure restrittive della libertà dei minorenni nei centri educativi e il controprogetto all'iniziativa dei giovani PPD "Ticino 3.0". Decisioni per le quali i giovani liberali radicali si rallegrano in una nota stampa.
La prima decisione fa infatti un passo concreto verso la creazione di un Centro Educativo Chiuso per minorenni, proposto tramite iniziativa popolare da GLRT: "Questa legge costituisce un passo in avanti verso la costruzione del centro educativo chiuso per minorenni (CECM) anche se il Gran Consiglio dovrà ancora esprimersi definitivamente sulla realizzazione della struttura, quando - così come richiesta dalla Commissione della gestione e dall’Ufficio federale di giustizia - saranno noti i risultati dell’aggiornamento dello studio del fabbisogno" si legge nella nota. "GLRT, in attesa dell’esito finale, ribadisce l’importanza di un tassello - oggi purtroppo mancante - da inserire in una pianificazione globale di tutto il comparto dei servizi e delle strutture socio educative del Cantone. Anche perché, vale la pena ricordare, non è solo una richiesta dei giovani PLR e dei 12'102 firmatari dell’iniziativa popolare, bensì anche degli addetti ai lavori: già in diverse occasioni il magistrato dei minorenni Reto Medici ha ricordato pubblicamente la sua necessità, così come pure il Rendiconto 2016 della Magistratura rinnova la richiesta di creare un centro educativo chiuso per l’osservazione dei minori non collaboranti, la gestione delle situazioni di crisi importanti, le misure disciplinari per minori collocati e l’esecuzione di pochi casi di pene di privazione della libertà, in regime di semiprigionia o a giornate separate. GLRT ricorda che è sempre disposta a ritirare l’iniziativa popolare se il Messaggio del Governo andrà in porto e il Gran Consiglio approverà la costruzione del CECM".
L'approvazione del controprogetto all'iniziativa Ticino 3.0, che estende gli orari degli esercizi pubblici fino alle 2.00, è stato anch'esso sostenuto a gran voce dai giovani liberali radicali: "GLRT è soddisfatto dell’importante passo fatto in avanti grazie alla stretta collaborazione con i colleghi di GG che ha permesso a PLR e PPD di dare fiducia ai giovani, seppur continua ad essere convinto sostenitore dell’iniziativa originale e di una liberalizzazione degli orari" sottolineano i giovani liberali. "Si tratta di un primo passo verso la giusta direzione e che permetterà di maturare un'esperienza per analizzare in modo più preciso un’apertura fino alle 3.
"Le iniziative a favore di una sana vita notturna rispondono alla nostra profonda convinzione che libertà e vitalità siano un incentivo decisivo per lo sviluppo economico, turistico e sociale del nostro Cantone" proseguono. "Paletti, restrizioni, burocrazia, applicazioni di leggi inutilmente repressive ed eccessi di prudenza non aiutano l’immagine del nostro Cantone, soffocandone lo spirito imprenditoriale. Il Festival del Film di Locarno è un caso emblematico, e ci dimostra come la richiesta di più libertà per gli esercizi pubblici non sia prettamente locale, ma condivisa anche dai nostri ospiti confederati e stranieri, anche di età avanzata".
"Nell’attuale limitazione degli orari di chiusura notturni, GLRT riconosce inoltre l'intolleranza di fondo (e a volte anche antigiovanile) che da anni ormai sembra aver contagiato l'intero Cantone. A Lugano le discoteche, a Locarno le manifestazioni pubbliche e a Bellinzona il Rabadan: ogni sintomo di vitalità della dimensione pubblica sembra infastidire e finire nel mirino di ricorsi e polemiche. Alla politica chiediamo perciò di smettere di soddisfare in modo acritico qualsiasi voce di protesta, ma di agire con ragionevolezza, consapevole che per limitare il fastidio dei residenti non basta di certo far chiudere i locali alla una" conclude la nota.
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