
Saranno raddoppiate, dopo soli otto anni, le deduzioni fiscali delle "liberalità", ossia le donazioni pecuniarie spontanee a enti di pubblica utilità, partiti politici compresi.Lo ha deciso il Consiglio di Stato in seguito ad un'iniziativa parlamentare presentata da Christian Vitta e cofirmatari per il gruppo PLR, come si legge nel messaggio pubblicato ieri e citato oggi da La Regione.Sale quindi dal 10 al 20% il tetto massimo per la deduzione fiscale delle donazioni. E il Governo è andato persino oltre agli auspici di Vitta, estendendo la deduzione, finora applicata solo alle persone fisiche, anche a quelle giuridiche.Il tetto del 10% era stato deciso nel 2005, per evitare di ritrovarsi con un importante minore incasso fiscale. Ma, secondo quanto affermato dal Governo nel suo messaggio, questo timore si è rivelato in gran parte infondato. Secondo i dati registrati nel periodo fiscale 2010, infatti, le offerte finanziarie volontarie a enti di pubblica utilità, quindi anche ai partiti, sono state 27'725, per un importo complessivo di 24 milioni di franchi. Ma i contribuenti che hanno fatto valere appieno il limite di devoluzione del 10% del reddito netto intermedio sono stati unicamente 390, l'1,4% del totale.Si può quindi ritenere che solo 390 casi siano realmente interessati all'aumento della quota di esenzione. Tenuto conto di questo criterio, se già nel 2010 fosse stato possibile dedurre il 20%, lo Stato avrebbe dovuto fare i conti con un mancato incasso di 90'000 franchi in più.
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