
I finti frontalieri fanno discutere. Il fenomeno dei lavoratori d'oltreconfine che spostano il proprio domicilio entro la fascia di confine di 20 km con il Ticino per usufruire di un migliore regime fiscale è infatti in continuo aumento. Ma "il gioco" potrebbe terminare a breve, come conferma il Consigliere di Stato Christian Vitta.
Direttore del DFE Christian Vitta, in questi giorni si parla di finti frontalieri, che spostano il loro domicilio all’interno della fascia di confine di 20 km per pagare meno tasse.E’ un fenomeno che al Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) conosciamo e osserviamo con attenzione, anche se è più che altro un problema italiano. Se infatti ci sono persone che spostano i loro domicili per ottenere vantaggi fiscali, sta alle autorità italiane controllare la loro effettiva residenza.Un problema che però tocca anche il Ticino, che si ritrova con meno entrate fiscali.Sarebbe più corretto dire il Ticino ha una somma maggiore di ristorni da versare all’Italia. Ma è lo stesso governo italiano ad avere interesse che questa situazione si risolva, in quanto la somma delle imposte che viene loro a mancare a causa di questo espediente può raggiungere cifre importanti.State lavorando per trovare una soluzione?In teoria la soluzione c’è già: col nuovo accordo fiscale infatti non ci sarà più distinzione tra i frontalieri entro la fascia di confine e quelli fuori: tutti pagheranno infatti la stessa imposta prevista dal sistema tributario italiano. Fino a quel momento sta all’autorità italiana verificare l’effettivo domicilio dei propri cittadini.
MS
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