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Ticino
Virus respiratorio nei bambini, reparti affollati
Daniele Coroneo
5 anni fa
Anche i neonati ticinesi finiscono in ospedale per il virus Rsv. Non è un patogeno nuovo, ma quest’anno è particolarmente violento

Dopo Stati Uniti e Nuova Zelanda, che per primi avevano lanciato l’allarme, anche in Europa è giunta un’epidemia di virus respiratorio sincinziale (Rsv). Purtroppo, il Ticino non fa eccezione.

A destare particolare preoccupazione è il fatto che questo virus colpisca con particolare aggressività i neonati, ma anche i bambini affetti da malattie polmonari croniche o da problemi cardiaci, come i bambini nati prematuramente. Ce lo conferma Giacomo Simonetti, direttore medico e scientifico dell’Istituto pediatrico della Svizzera italiana, all’interno del San Giovanni di Bellinzona. “Abbiamo molti ricoveri, in particolare di lattanti, che hanno bisogno di cure in degenza. I nostri reparti sono quindi piuttosto pieni”.

Un virus tradizionale, ma quest’anno particolarmente violento
Il virus Rsv non è di per sé una novità, in quanto si ripresenta a ogni stagione fredda. Lo scorso anno però, complici le misure di contenimento del Covid, non si era registrato quasi alcun caso fra i bambini. Ha fatto dunque violentemente ritorno quest’anno, cambiando inoltre il periodo di diffusione maggiore: il picco nel numero di contagi si sta in effetti raggiungendo in questi giorni.

Non più solo i neonati
La pandemia, o le misure volte a contenerla, ha quindi rafforzato la virulenza dell’Rsv: “Il virus potrebbe colpire in modo importante non solo i neonati”, come di solito accade, “ma anche i bambini un po’ più grandi, perché non hanno avuto modo di sviluppare gli anticorpi necessari lo scorso inverno”. Un altro motivo spiega la particolare forza dell’Rsv quest’autunno: “Anche le donne in gravidanza non hanno potuto sviluppare gli anticorpi, non potendo quindi trasmetterli al nascituro”, spiega il medico.

Come prevenire il contagio
I sintomi dell’Rsv sono comuni: tosse, raffreddore e talvolta febbre. E allora come riconoscerlo? “Quando i genitori vedono che il bambino fa fatica a respirare, o respira molto velocemente, o ancora non mangia sufficientemente bene, con conseguente minore produzione di urina, occorre richiedere una visita pediatrica”, risponde Simonetti. Al momento non esiste ancora una terapia farmacologica contro il virus, tantomeno un vaccino. La migliore prevenzione è dunque evitare di mettere in contatto un neonato con persone con sintomi di tosse e raffreddore.

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