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Ticino
Violenze al Balestra, “il dispositivo funziona?”
Immagine © CdT/ Chiara Zocchetti
Immagine © CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
5 anni fa
L’Mps interroga il Governo sull’aggressione avvenuta il 12 settembre ai danni di una donna, colpita più volte dal suo compagno. In questione soprattutto il comportamento della Polizia e la mancanza di prese di posizione

Sulla scia dell’ennesima violenza perpetrata contro le donne all’Autosilo Balestra di Lugano, l’Mps interroga il Consiglio di Stato sull’efficacia del sistema di protezione. In particolare, riporta il partito, considerando il fatto che “né l’ufficio cantonale che si occupa di violenza domestica ne nessuna istituzione ha espresso solidarietà e nemmeno costruito una rete di protezione adeguata”.

Inoltre, si legge, “La polizia, intervenuta dopo la segnalazione dei due passanti, ha allontanato l’aggressore ma non ha accompagnato la vittima in ospedale, la presa a carico della vittima in pronto soccorso è avvenuta soltanto dopo oltre 7 ore di attesa e non è stata accompagnata dalla messa in sicurezza della donna aggredita. (...) Aggiungiamo il fatto che il personaggio violento è stato rilasciato subito ed è stato tratto in arresto solo alcuni giorni dopo l’aggressione. La vittima nel frattempo ha vissuto per giorni chiusa in casa, senza nessun supporto ne sicurezza con il terrore poter ricevere una visita da parte dell’ex partner, da un momento all’altro!”

L’Mps domanda dunque “Che giustizia è mai questa? Un uomo, già segnalato per violenza domestica in una precedente relazione, può girare indisturbato senza nessun tipo di limitazione né controllo, mentre chi subisce le violenze deve temere per la propia vita in ogni momento. Sembra proprio che le storie si ripetano, senza che si possa imparare nulla (la bruttissima vicenda di Solduno ne è la dimostrazione)”.

L’Mps chiede dunque al Consiglio di stato:
1. Corrisponde al vero che la polizia non ha accompagnato la donna in Ospedale? Se si come mai?
2. La polizia non ha l’obbligo di informare le vittima sull’esistenza dei servizi di cura e di protezione e di informare la vittima su come può ricevere aiuto e sostegno? Se si questo è avvento nel caso specifico? Se no come mai?
3. Il Consiglio di stato non ritiene opportuno che la Polizia potesse segnalare gli interventi effettuati alle Case delle donne in modo che i Consultori possano ricontattare le vittime per verificare se desiderano un accompagnamento o un posto in una delle case?
4. In casi di violenza quali sono i rapporti tra Polizia e ospedale?
5. Negli ospedali sono presenti figure formate che possono indirizzare le donne verso servizi di protezione e di sostegno? Questo è stato fatto nel caso specifico? Se no come mai questo non avviene?
6. Non ritiene il CDS che i recenti casi dimostrino serie lacune nella rete dei servizi che non permettono alle donne di mettersi in sicurezza e soprattutto agli uomini di essere impossibilitati a nuocere?

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