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Ticino
Violenza sessuale: "Se la donna è naiv, allora..."
Violenza sessuale: "Se la donna è naiv, allora..."
Violenza sessuale: "Se la donna è naiv, allora..."
Redazione
10 anni fa
Una consigliera nazionale UDC scatena la polemica. Il Ticino si distanzia: "Butterei la chiave al pesce siluro"

Durante le interviste, si sa, è facile incappare uscite più o meno infelici. Alcune passano inosservate, altre possono anche costare una carriera.

Quella della consigliera nazionale UDC Andrea Geissbühler entra prepotentemente nella classifica delle uscite meno azzeccate degli ultimi anni. Intervistata domenica da “Tele Bärn” sul tema delle condanne per violenza sessuale, la democentrista bernese ha commentato i dati dell’Ufficio federale di statistica (UST) secondo cui un violentatore su tre se la cava con la condizionale.

“La condizionale è inutile, un aggressore sessuale deve essere punito più seriamente”. E fin qui tutto bene, l’affermazione è stata condivisa anche da professore di diritto penale Martin Killias.

Ma a questo punto, ecco che la Geissbühler spiazza tutti: “Ci sono delle eccezioni”.

Secondo la consigliera nazionale ci sarebbero dei casi nei quali l’uomo che ha costretto una donna a un atto sessuale possa essere punito con una pena più lieve o, addirittura, con la condizionale.

“Se la donna ha agito in modo ‘naiv’, ad esempio invitando a casa un uomo appena conosciuto per poi ‘tirarsi indietro’, ecco in questo caso si può parlare di concorso di colpa della donna”.

Inutile dirlo, le dichiarazioni hanno immediatamente suscitato un vespaio, iniziando da Oltralpe. L’UDC nazionale si è immediatamente distanziata. La consigliera nazionale Natalie Rickli ha tuonato: “È ovvio che una donna deve stare attenta, ma una riduzione di pena come proposto da Geissbühler non è assolutamente giustificabile”.

"Sono senza parole, insulta tutte le donne", ha twittato il consigliere nazionale socialista Jean Christophe Schwaab.

Anche alle nostre latitudini le dichiarazioni della democentrista bernese hanno destato non poco scalpore: “È una sparata indifendibile – ci ha detto la deputata UDC Lara Filippini - È difficile trovare le parole, anche in quanto donna".

Uscite simili "non aiutano a risolvere il problema", considerando che "gli stupratori spesso ricevono pene più lievi rispetto a chi infrange le norme della circolazione", ha evidenziato ancora la deputata. "È una mancanza di rispetto nei contronti di quelle donne che vedono il proprio stalker o aguzzino venire condannati a pene troppo lievi".

Quello delle pene troppo lievi per questo tipo di reati è una visione condivisa anche dal collega deputato Tiziano Galeazzi, che è stato ugualmente duro: "Meglio non commentare certe dichiarazioni - ci ha detto - L'UDC nazionale ha fatto bene a distanziarsi. Viviamo in uno stato di diritto e qualsiasi violenza perpetrata deve essere condannata".

"Purtroppo in Svizzera le leggi in questo senso devono essere inasprite una volta per tutte, altro che pene ridotte!", ha ribadito Galeazzi.

"Abbiamo leggi troppo miti che non disincentivano per niente. Attualmente violentatori e pedofili ricevono una semplice lisciata di pelo - ha concluso - fosse per me farei mangiare la chiave al pesce siluro del Ceresio".

Una condanna è arrivata pure dalla presidente della sezione luganese Simona Sassi Ceresola: "Affermazioni decisamente rivedibili, stiamo scherzando?"

"Stiamo perdendo i nostri valori", ha proseguito, ammettendo che in Svizzera "le leggi non sono abbastanza severe". Ma non esclude che si possa fare qualcosa in tal senso. "La condizionale in questi casi serve a poco".

Intanto però - concordano gli interpellati - su questo tema è necessaria anche "un'educazione di fondo", in particolare per chi lo affronta con troppa ingenuità.

Aggiornamento: nel pomeriggio di oggi Andrea Geissbühler ha replicato sulle colonne del Tages Anzaiger: "Le mie parole sono state male interpretate. Condanno ogni tipo di violenza sulla donne - ha detto - La mia frase si riferiva a quelle donne che non comunicano con chiarezza le proprie intenzioni"

"Ma questo - ha concluso - non giustifica nessun reato. Parlavo di casi eccezionali e poco chiari".

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