
È un rapporto, per così dire, storico. Nel senso che per la prima volta nella recente storia del Ticino la Commissione parlamentare delle petizioni propone a maggioranza di bocciare una domanda di naturalizzazione. A chiedere il passaporto elvetico é un diciassettenne di origine balcanica che abita nel Sottoceneri. Che ha sulle spalle più di una condanna penale da parte del magistrato dei minorenni per reati contro l’integrità personale. Insomma, uno che in un passato non molto lontano, considerata la sua giovane età, ha menato le mani. Oggi la sensibilità politica è cambiata, in particolare dopo l’omicidio di Damiano Tamagni. Ma anche alla luce dei recenti episodi di violenza giovanile. Drammatici o tragici, come nel caso che a Lugano ha portato alla morte di Giuseppe Fera. Così, questa mattina la Commissione delle petizioni ha firmato un rapporto di maggioranza con cui chiede al Gran consiglio di non concedere la naturalizzazione al diciassettenne. Secondo i due relatori, il liberale radicale Giorgio Galusero e il popolare democratico Claudio Franscella, il giovane deve starsene qualche anno in “purgatorio” e ripresentare la domanda di cittadinanza quando avrà dimostrato di essersi conformato alle regole del vivere sociale. Di diverso avviso il socialista Nenad Stojanovic, relatore del rapporto di minoranza, che propone di non respingere la domanda del ragazzo ma di congelarla fino al prossimo anno, quando scadrà il periodo di prova della condizionale relativa alla sua ultima condanna penale. E sempre questa mattina la Commissione delle petizioni ha deciso di sospendere per un anno l’esame di una seconda domanda di naturalizzazione. Presentata, anche questa, da una persona con precedenti penali. [email protected]
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