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Ticino
"Violenza giovanile, cosa si aspetta ad intervenire?"
Redazione
17 anni fa
Interpellanza di Galusero, Polli e Belloni. Chiedono un'analisi di fattibilità di un Centro di contenimento per il disagio giovanile

Contro la violenza giovanile è tempo di agire. Ne è convinto il deputato PLR Giorgio Galusero che nel primo pomeriggio ha inoltrato un’interpellanza urgente al Governo. Ieri dal nostro portale ticinonews.ch aveva lanciato l’allarme dopo l’accoltellamento di Riazzino. “La situazione - aveva dichiarato il deputato PLR nonché ex responsabile della polizia territoriale - si sta facendo drammatica. Bisogna sempre aspettare il caso per parlarne, ma adesso non bisogna più mettere la testa sotto il cuscino fino al prossimo morto”. “Sono diversi mesi che il tema “violenza giovanile” è sul tavolo del Governo. Nel frattempo, un Gruppo operativo “Giovani- violenza-educazione”, ha consegnato il rapporto finale con raccomandazioni urgenti e misure di intervento”, scrive Galusero assieme ai deputati di partito Maristella Polli e Ivan Belloni. Il PLR ha inoltrato quattro mozioni sul tema nel corso del mese di maggio, ma non è giunta risposta da parte del Consiglio di Stato. “Anche altri atti parlamentari sono stati consegnati affinché si provvedesse, sollecitamente, a formalizzare un piano globale di intervento da parte del Governo”, prosegue il deputato. “Ora - precisa -, a mesi di distanza, e dopo ripetuti e recentissimi tragici fatti accaduti nel nostro Cantone come quelli di Lugano e Riazzino siamo più che mai convinti che sia giunto il momento di concretizzare, al più presto, una proposta o un progetto su cui il Consiglio di Stato si pronunci. Ogni volta che purtroppo succedono fatti incresciosi, gravi e violenti, si dichiara a parole la volontà di agire subito ma… ma i mesi passano e gli interventi non sono ancora visibili”. I tre deputati chiedono quindi al Governo di elaborare – “in tempi brevi e senza aspettare il prossimo tragico fatto o il prossimo morto” -, un piano di intervento, cominciando dall’analisi di fattibilità di un Centro di contenimento per il disagio giovanile. “Si dia una risposta – si legge ancora nell’interpellanza -. La popolazione lo esige: è stufa di aspettare ed è preoccupata della sicurezza dei propri figli”.

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