
“Giovani violenti? Enfasi contraddetta dai fatti”. Patrizia Pesenti lo ha detto ieri, criticando gli allarmismi che da più parti vengono sollevati sul tema della violenza giovanile. E oggi sulla ministra della socialità si è scatenata una vera e propria pioggia di critiche. “Rispetto l’opinione di Pesenti – dice il vicepresidente del PLR Franco Lazzarotto – ma spero che non sia quella dell’intero Consiglio di Stato. Sono ovviamente amareggiato per queste dichiarazioni”. “Spero – affonda il colpo Lazzarotto - che chi prenderà le redini del Dipartimento della scadente consigliera, abbia verso le urgenze legate alla devianza giovanile, un altro tipo d’approccio e un’altra tempistica nella soluzione dei problemi. Magari chiedendo umilmente a chi la realtà la vive al fronte”. “Non bisogna esasperare il tema della violenza giovanile”, premette il presidente del PPD Giovanni Jelmini. “Ma non bisogna però sottovalutarla, come sembra voler fare la Direttrice del Dipartimento. E soprattutto - spiega - occorre trovare i rimedi e le strutture per arginare il fenomeno, come ad esempio il centro di contenimento per giovani problematici, che in Ticino tutti vogliono tranne Patrizia Pesenti”. Veniamo a Norman Gobbi: “Mi sembra che il buonismo di Pesenti non ha più spazio – dice il deputato della Lega - Gli atti di violenza che abbiamo visto hanno bisogno di risposte chiare e ferme, come d’altronde richiesto dagli attori sul campo. I giovani violenti sono una minoranza, è vero. Ma è altrettanto vero che ci sono dei giovani molto violenti che mettono in pericolo la vita altrui. E questi elementi vanno rieducati a comportamenti civili”. La Direttrice del DSS incassa il sostegno, benché parziale, della vicepresidente del PS Pelin Kandemir: “Pesenti ha fondamentalmente ragione su un punto – dice Kandemir - si echeggia molto la violenza giovanile senza ricordare che questi giovani sono il prodotto di una società che ha le sue responsabilità. Tuttavia preoccupa il disagio che a volte sfocia in episodi di violenza. Dunque servono strumenti di protezione, se necessario anche un centro contenimento”, conclude la deputata socialista. AELLE
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