
Mille liti per violenza domestica in Ticino tra il 2017 e il 2025. Il 20% sfocia in reati penali. Il restante 80% riguarda situazioni di tensione che possono degenerare in episodi gravi. Ed è su questa cifra che le autorità competenti di Mendrisio vogliono agire. Lo fanno con VIDO+ un progetto per prevenire la violenza domestica. Un approccio, in unione con i comuni della Regione II della Polizia comunale, che vuole far fronte ad una realtà preoccupante. In Svizzera nel 2025 oltre 60 casi al giorno. Il 62% degli omicidi è consumato proprio nella sfera domestica. VIDO+ intende intervenire laddove si il conflitto non è ancora degenerato. «Due dimensioni», afferma Tiziana Madella, direttrice divisione socialità e pari opportunità. «Una è quella delle situazioni specifiche. Il fatto di intervenire precocemente, di individuare alcune situazioni di conflitto e proporre a uomini e donne di essere seguiti permette anche di creare condizioni affinché le persone possano chiedere aiuto. Ancora oggi non solo le persone non sanno che ci sono dei servizi, ma hanno paura del giudizio e dello stigma».
La questione di genere
La violenza domestica è soggetta a vittimizzazione secondaria nei confronti delle donne, ci dice Madella, che aggiunge che ad oggi è una problematica di responsabilità collettiva. Tanti i fattori, tra cui la questione di genere. «Oggi più che mai ci troviamo confrontati sia con modelli del passato, legato alle dinamiche di potere all'interno delle coppie», ricorda Madella, «e quindi -aggiunge- alcuni modelli di riferimento maschili e femminili di subordinazione. Allo stesso tempo la complessità attuale di oggi fa sì che si vengano a creare delle situazioni anche sociali ed economiche, di fragilità che possono aumentare i conflitti all'interno delle coppie».
Le tre misure
Un aiuto che si basa su tre misure. Una valutazione dei rischi con il primo intervento. Ascolto e supporto nei giorni successivi ed infine una consulenza con tre sedute gratuite. Marina Lang psicologa del Centro Competenza Violenza Polizia Cantonale. «Questo è un lavoro che è delegato agli specialisti, come è giusto che sia, e quindi a colleghi psicologi e psicoterapeuti che lavorano ai Consultori Centro Coppie e Famiglia», ci dice Marina Lang, psicologa del Centro Competenza Violenza Polizia Cantonale. «Loro permettono alle persone di fare un percorso individuale. Le persone possono decidere di andare in maniera separata, di lavorare come coppia, ma possono anche decidere di essere accompagnati verso una separazione». Un progetto che segue il solco tracciato da Lugano e Locarno. «Noi cerchiamo di far evolvere il progetto proprio perché poggiamo su un'esperienza che sta prendendo piede e dà risultati positivi», spiega ancora Lang. «Quello che posso anticipare è che un dato interessante è l'aderenza alla consulenza specialistica che sfiora il 50%», conclude.

