
Domani, sabato 25 novembre, ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. In un comunicato odierno, il Gruppo donne dell'USS Ticino e Moesa invita a "rompere il silenzio, sempre."
"Stalking, pressioni psicologiche, molestie sessuali, minacce, percosse, stupri, femminicidio: dentro e fuori casa, nella vita professionale e privata, la violenza sulle donne ha volti orrendi, modalità persecutorie terribili che spesso si traducono nella morte delle vittime. Per molte donne la violenza è pane quotidiano" si legge nel comunicato. "Lo è in Svizzera, come in tutti i paesi del mondo. Lo è nelle classi agiate come in quelle meno fortunate. Nessuno è escluso: la violenza - in tutte le sue forme - colpisce e basta."
"Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nata per denunciare odiosi crimini sulle donne" prosegue il Gruppo donne dell'USS Ticino e Moesa. "La data del 25 novembre è stata scelta nel 1999 dalle Nazioni Unite in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni."
"Non c’è giorno senza violenza contro le donne. Non c’è stramaledetto giorno senza leggere sui giornali le cronache di episodi di violenza di cui sono vittime le donne, considerate dai loro aguzzini merce, proprietà personale sui cui esercitare controllo e potere. E anche in Svizzera i dati indicano l’esistenza di un fenomeno persistente" scrive il Gruppo donne. "Sulla base della statistica criminale della polizia nel 2016 sono stati registrati 17’685 casi di violenza domestica, pari a un aumento del 2% (+388 reati) rispetto all’anno precedente. Nel 2016, il 42,2% degli omicidi chiariti è stato commesso nell’ambito domestico, così come il 45% degli stupri e il 50% delle vie di fatto. Nello stesso anno, la violenza domestica ha causato 19 vittime perlopiù donne (95%) e persone adulte (95%). Il 63% di questi omicidi è avvenuto nel rapporto di coppia. A commetterli sono state 20 persone e il 90% degli autori era di sesso maschile. I reati più frequenti sono stati le vie di fatto (5’412), le minacce (4’189), le ingiurie (2’916) e le lesioni semplici (2’017)."
"La violenza entra però anche in ufficio, nelle fabbriche, nei contesti lavorativi più disparati. In Svizzera chi molesta o umilia con parole, gesti o atti una donna o un uomo sul posto di lavoro commette una violazione del diritto vigente" prosegue il Gruppo donne dell'USS Ticino e Moesa. "La legge sulla parità dei sessi vieta le molestie sessuali sul posto di lavoro, intese nelle loro molteplici forme: mostrare, esporre, mettere a disposizione e inviare materiale pornografico (anche per via elettronica); osservazioni allusive e «barzellette» sessiste; contatti fisici molesti e palpeggiamenti; approcci e pressioni per ottenere favori di natura sessuale, spesso abbinati alla promessa di vantaggi e/o alla minaccia di svantaggi."
"Gli scandali delle molestie sessuali nel mondo del cinema – e non solo – e le denunce che ne sono seguite, sono un vero Vaso di Pandora. Manifestazioni di ribellione, alcune delle quali irrompono sulla scena pubblica non di certo per ottenere visibilità – come affermato da una schiera di detrattori- ma per rompere anni di silenzio. E per dire che non è più possibile rispettare gli uomini che non rispettano le donne. La rottura del silenzio è una forma di rivoluzione e per molte donne anche un atto liberatorio" si legge nel comunicato. "Come ha ben detto la giornalista Lorella Zanardo “non è più ammissibile l’esistenza di contesti lavorativi dove, per avanzare di carriera, si debba offrire in cambio il proprio corpo e accettare che il potere maschile si esprima attraverso ricatti sessuali nel mondo del lavoro”. Sul posto di lavoro devono trovare posto solo competenza, preparazione, capacità e pari opportunità. I ricatti, di ogni genere vanno lasciati fuori dalla porta."
"Potremmo continuare a sgranare il rosario delle cifre sulle violenze contro le donne, perché nella loro crudezza non possono essere scambiate per opinioni" conclude il Gruppo donne dell'USS Ticino e Moesa. "Ma vale anche la pena sottolineare quanto sia importante promuovere un quotidiano lavoro di informazione civile che metta al centro il valore dell’identità di ogni persona, la relazione tra uomini e donne, il rispetto di ogni differenza. Negli spazi pubblici e privati."
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