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Ticino
Violenza carnale, due verità a confronto
Redazione
13 anni fa
Alla sbarra un 52.enne che nega lo stupro nei confronti dell'ex compagna: “Stiamo discutendo di un fatto che non è mai accaduto"

Un processo, due verità. Secondo l’accusa fu violenza carnale. Secondo la difesa un rapporto consenziente. È un processo altamente indiziario quello che si aperto stamani alle Criminali di Lugano. Alla sbarra un 52.enne ticinese accusato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni di violenza sessuale, tentata coazione sessuale e sequestro di persona. Presunta vittima l’ex compagna dell’uomo, di una quindicina d’anni più giovane con la quale intratteneva una relazione sentimentale da circa sei mesi.

Una relazione turbolenta ricostruita stamani in aula dal giudice Mauro Ermani per bocca dell’imputato che ha definito la sua ex compagna “una persona fragile, con problemi di alcool e sulla quale gravava l’ombra di un abuso subito da ragazzina”.

Una relazione complicata che ha avuto il suo epilogo nell’estate del 2010. Rincasati da una festa, dopo aver consumato un rapporto sessuale, l’imputato - esasperato dalle provocazioni e dai comportamenti ambigui della donna - l’avrebbe picchiata.

Una versione contestata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni. Secondo la pm infatti quella sera l’imputato dopo aver malmenato la sua ex compagna con pugni al volto, l’avrebbe anche obbligata ad avere un rapporto sessuale completo.

A conferma della tesi dell’accusa – oltre alle testimonianze di due vicini che sostengono di aver udito una lite – ci sarebbe anche il rapporto del medico legale che parla di ematomi al volto e di segni all’inguine.

Ma su questo punto, la versione dell’imputato è stata chiara sin dall’inizio. Il 52enne ammette di aver picchiato la donna dopo aver consumato – in maniera consenziente – il rapporto.

Ed è qui che si gioca il grosso del processo, che dopo la fase dibattimentale nel pomeriggio è stato sospeso fino a domani, alla luce nei nuovi atti presentati a sorpresa dagli avvocati difensori Marco Broggini ed Elio Brunetti: la perizia di un ginecologo, secondo cui le lesioni fisiche riportate della donna non sono compatibili con una violenza sessuale. E una valutazione psichiatrica circa l’inattendibilità della donna causata della presenza di alcool e psicofarmaci ingeriti al momento dei fatti.

“Stiamo discutendo di una cosa che non è mai accaduta", ha ripetuto l’imputato.

Domattina prenderà la parola la procuratrice pubblica Valentina Tuoni. La sentenza non è attesa prima di venerdì.

fp

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